L’ascesa dell’intelligenza artificiale: può generare fino al 20% dei guadagni aziendali

I dati del nuovo studio di McKinsey, “The state of AI”: organizzazioni sempre più consapevoli delvalore creato dagli algoritmi: chi adotta queste tecnologie godrà di un vantaggio competitivo sempre più grande da qui ai prossimi anni [...]
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Quali siano i vantaggi dell’adozione in azienda dell’intelligenza artificiale appare evidente dai risultati ottenuti da un piccolo numero di aziende che hanno scommesso a fondo sull’introduzione di questa tecnologia in azienda, a prescindere dai settori verticali di applicazione, e che oggi dichiarano che il 20%  e oltre dei profitti della compagnia sono generati dall’AI, al lordo di interessi e tasse. Proprio in virtù di questo trend le stesse aziende prevedono di intensificare gli investimenti in intelligenza artificiale per rispondere ai problemi causati al business dalla pandemia da Covid-19. E’ quanto emerge dal report recentemente pubblicato da McKinsey, “The state of AI”, secondo cui il trend in atto potrebbe contribuire ad approfondire il solco, in termini di competitività, tra chi manterrà le posizioni di testa in quanto ad investimenti in AI e chi rimarrà nelle retrovie.

Focalizzando l’attenzione sui “top performer” emerge che nell’ultimo periodo hanno aumentato gli investimenti in Intelligenza artificiale in ognuna delle principali funzioni aziendali proprio per rispondere alle insidie della pandemia. Fuori dalle posizioni di testa, invece, soltanto il 30% del campione ha fatto la stessa scelta, soprattutto nei settori verticali dell’automobilistico e dell’assemblaggio, nei servizi sanitari e nei prodotti farmaceutici e medici, che insieme a Tlc e tecnologia guidano la classifica dei settori in cui l’AI è più adottata.

Secondo la survey di McKinsey inoltre il 50% degli intervistati afferma che le proprie aziende hanno adottato l’AI in almeno una funzione aziendale, con l’anno appena trascorso che ha segnato un leggero rallentamento nella crescita dell’adozione dell’AI, “probabilmente – spiega McKinsey – a causa del superamento della fase di promozione di questa tecnologia”.

Cercando di capire più a fondo qual è il contributo che l’AI può dare alle performance aziendali, dallo studio emerge che il 22% degli intervistati indica che almeno il 5% dell’Ebit è attribuibile all’AI nel 2019, e il 48% ne attribuisce meno del 5%. Inoltre, nella metà delle funzioni aziendali, una quota rilevante di intervistati riferisce di un aumento delle entrate derivanti dall’uso dell’AI rispetto al sondaggio di un anno fa, mentre le entrate nella maggior parte delle altre funzioni sono rimaste stabili. A registrare il maggior aumento dei ricavi anno su anno in base all’adozione dell’AI ci sono marketing e vendite (al 79%) e Supply Chain Management (72%). Ottimizzazione della gestione dei talenti, automazione del contact center e l’automazione del magazzino sono invece i settori che più hanno beneficiato di una riduzione dei costi grazie ai sistemi di AI per oltre due terzi delle aziende intervistate.

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Il report indica che le organizzazioni utilizzano l’AI come strumento per generare valore – dice Michael Chui, partner McKinsey Global Institute – Si registra un maggior numero di aziende che aumentano i ricavi con l’AI invece che ridurre i costi. È chiaro che siamo ancora agli inizi dell’utilizzo dell’AI nel mondo del business, con meno di un quarto degli intervistati che vede un impatto significativo sui profitti. Ciò non sorprende: per molte aziende è ancora difficile ottenere un impatto su larga scala non solo a causa delle sfide tecniche, ma anche a causa dei cambiamenti organizzativi richiesti. Tuttavia, le aziende che beneficiano della AI non provengono solo dal settore tecnologico. Quindi è possibile per qualsiasi azienda ottenere una buona quantità di valore dall’AI se applicata in modo efficace e duplicabile”.

 

 

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