Competenze digitali

Software analyst, chi è e cosa fa un analista programmatore

I software analyst sono analisti programmatori, con solide competenze informatiche, che rappresentano l’anello di congiunzione fra gli utenti e i developer dei programmi informatici. Ecco quali competenze devono possedere, quali percorsi di studio seguire e quanto arrivano a guadagnare

Pubblicato il 24 Feb 2022

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Il software analyst è un analista programmatore, una figura professionale che, come i systems analyst, secondo il Bureau of Labour Statistics statunitense, crescerà del 7% nel decennio fra il 2020 e il 2030, con una velocità superiore a molte altre occupazioni.

Solo negli Stati Uniti si parla di una media di 47.500 aperture di posizioni ogni anno, a causa di pensionamenti o trasferimenti in altre aziende.

Da un report dell’Osservatorio Digital Innovation, della School of Management del Politecnico di Milano, il 93% delle grandi imprese investe in Analytics, contro il 62% delle PMI, in un mercato trainato da banche (28%), industria (24%), Telco e media (14%).

Il 47% del budget è destinato ai software (contro il 33% ai servizi e il 20% alle infrastrutture) , dunque chi si occupa di programmi informatici come il software analyst ha a disposizione di un’ampia quota di budget IT dedicato all’analytics.

Software analyst, chi è e cosa fa un analista programmatore
(Foto: shutterstock_718547956)

Chi è e cosa fa un analista programmatore o software analyst

Il software analyst lavora in un team di sviluppo di programmi informatici ed è colui o colei che studia il campo di applicazione del software, prepara i documenti che contengono i requisiti software e le specifiche necessarie.

L’analista programmatore è l’anello di congiunzione fra gli sviluppatori del software e gli utenti del programma informatico. E dunque trasmette la domanda degli utenti software ai developer. Elabora un’analisi di fattibilità per tradurre i desiderata e i bisogni degli utenti nella progettazione software e nella esecuzione progettuale.

Nell’ambito di ambito software analytical tool, il software analyst si dedica a strumenti che aiutano a trovare tendenze di mercato, preferenze clienti ed altre informazioni.

Nel campo della business intelligence, il software analyst revisiona i dati per generare rapporti finanziari e e di market intelligence. Questi report permettono di fare luce pattern e tendenze in un mercato che possono influenzare le operazioni e i futuri obiettivi di un’azienda.

Competenze dell’analista programmatore

Il software analyst ha competenze in computer science, information technology (IT) e management. L’analista programmatore Deve possedere i seguenti skill:

  • vasta conoscenza di hardware, software e programmazione;
  • l’abilità di imparare rapidamente;
  • competenze per lavorare in squadra (teamworking);
  • approccio logico al problem solving;
  • competenze analitiche di alto livello;
  • skill rapporti interpersonali e gestione clienti, con l’abilità di gestire aspettative e illustrare dettagli tecnici;
  • consapevolezza dell’ambito business.

Un software analyst in genere conosce:

  • SQL;
  • Oracle;
  • Visual Basic, C++ e Java;
  • Unified Modelling Language (UML);
  • applicazioni software di fascia business di SAP;
  • tecnologie web-based.
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(Foto: shutterstock_224760241)

Come diventare software analyst

Per diventare software analysts sono richieste le seguenti lauree:

  • laurea in informatica (anche triennale);
  • laurea in matematica;
  • in ingegneria informatica.

Ma un analista programmatore, dopo aver acquisito le basi dell’informatica, potrebbe specializzarsi con una laurea specialistica o seguendo corsi di formazione post-laurea.

Nel dettaglio, infatti, materie propedeutiche per diventare ingegneri del software sono:

  • Analisi I e II;
  • Algebra Lineare e Geometria;
  • Fisica I e II;
  • Algoritmi e strutture dati;
  • Sistemi operativi, eccetera.

Ci sono software analysts con lauree in ambito business o arti liberali che presentano skill in information technology o programmazione.

In Italia, in posizioni entry level, è possibile trovare anche analisti programmatori con diploma diploma di perito informatico conseguito all’istituto I.T.S.T. Informatica e Telecomunicazioni (l’ex istituto tecnico industriale a indirizzo informatico).

Inoltre, gli analisti programmatori devono avere una metodologia analitica, ma da abbinare a un approccio creativo, per trovare soluzioni a problemi complessi, la cui soluzione non è ovvia.

Dunque, i software analyst lavorano fianco a fianco con altri colleghi in altri dipartimenti, supportano le loro esigenze, in ambito software. Supportano anche la cybersecurity per assicurare che i digital asset siano protetti da attaccanti.

Grazie alle competenze nella comunicazioni, devono capire le richieste business per i sistemi IT, traducendoli in raccomandazioni specifiche lato software. Devono rimanere sempre aggiornati sulle tecnologie emergenti che potrebbero sfidare modalità tradizionali di fare software.

Analista e progettista di software, chi è e cosa fa - [Orientamento Professionale]

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Teamwork e leadership

Teamwork e leadership sono skill molto apprezzate e gettonate per i software analyst: infatti a volte lavorano in gruppo attraversando le linee di dipartimento, ma in altri progetti, l’analista programmatore potrebbe assumere il ruolo di leader, mentre su un altro progetto lavora in squadra come membro del team. Il software analyst deve sapere costruire network formali ed informali, imparando velocemente gli aspetti meno familiari del business per svolgere al meglio il suo lavoro.

Software skills strategy

L’alleanza europea ESSA (European Software Skills Alliance) per le competenze digitali nel software, composta da decine di partner inclusa Aica, ha lanciato Software skills strategy.

Si tratta di una strategia per sopperire alla domanda di competenze digitali nel settore del software e alla mancanza di professionisti nel mercato.

Per contrastare l’assenza di competenze digitali nel software (anche per big data), ESSA (European Software Skills Alliance), di cui fanno parte 26 partner provenienti da 12 Paesi europei, ha messo a punto una strategia che apre prospettive anche per i Software analyst e propone:

  • coinvolgimento di esperti per suggerire raccomandazioni;
  • formazione continua ed aggiornamento professionale nel settore del software;
  • la riqualificazione in ambito software delle figure professionali più richieste.

La strategia segue tre direttrici:

  • istruzione con apprendimento in autonomia in ambito professionale;
  • education, per formare ai ruoli gettonati;
  • convalida, anche oltre confine.

Queste tre direttrici costituiscono tre capisaldi della strategia. E consentono di:

  • fornire ai professionisti le competenze digitali nel software;
  • stilare i punti focali per creare i curriculum e i programmi VET (istruzione e formazione professionale);
  • aggiornare sia i curriculum che i programmi VET con le skill fondamentali;
  • orientarli al mercato in base alle competenze software più richieste.

Infatti, l’alleanza europea per le Software Skills, che raccoglie i principali player del mercato del software e dell’istruzione nel campo dei servizi software, punta a promuovere un maggiore accesso all’offerta Education.

L’obiettivo è quello di risolvere le difficoltà nella formazione delle competenze, all’affinamento delle abilità e alla riqualificazione dei professionisti in ruoli software.

Inoltre, l’alleanza europea per le competenze digitali sostiene:

  • la realizzazione di profili flessibili;
  • percorsi ad hoc per istruire e formare chi lavora nel settore del software;
  • la mobilità internazionale, supportando il riconoscimento e la versatilità dei risultati dell’apprendimento a livello europeo.

Stipendio di un software analyst

Un software analyst lavora circa 40 ore settimanali, ma spesso si applica anche nel week-end per risolvere problemi, se ciò si rende necessario. Si tratta di una carriera che spesso consiste di situazioni dalle lunghe ore altamente stressanti. Inoltre, l’analista programmatore lavora con un team per risolvere brillantemente problemi in grande organizzazioni.

Infine, in Italia un Software Analyst guadagna fra circa 25 mila euro per un ruolo junior, ma ormai lo stipendio entry level arriva già a 30mila euro annuali fino a sfiorare i 52mila euro in una posizione senior. Ma programmatori freelance possono arrivare a cifre molto più alte, fino a 100mila euro. Secondo il sito Talent.com, lo stipendio medio per un analista programmatore in Italia si aggira sui 35mila euro all’anno pari a 17,95 euro all’ora.

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(Foto: shutterstock_630878168)

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