Quanto valgono i dati della PA per le aziende: la risposta in un progetto italo-svizzero

Nei territori a cavallo della frontiera italo-svizzera, il progetto GIOCOnDa esplora nuovi metodi per sperimentare e avanzare il processo di pubblicazione dei dati della PA [...]
Francesca De Chiara

Fondazione Bruno Kessler

Irene Vanini

Politecnico Milano

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Nel 2020, con il lancio della European Data Strategy, si evidenzia ancora una volta la centralità dei dati nel processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Il valore economico e sociale del patrimonio informativo pubblico e la sua misurazione continuano a ricoprire un ruolo importante e controverso. Nelle fasi del ciclo di vita dei dati della PA, aspetto chiave è la pubblicazione dei dati stessi, finalizzata alla condivisione e accessibilità di informazioni che diventano così di uso collettivo, nel rispetto delle normative di privacy vigenti. Le linee guida su standard, licenze e vocabolari condivisi suggeriscono, ove non impongono, le modalità in cui questo processo di apertura dei dati si realizza.

Le prime iniziative di governo aperto hanno privilegiato l’obbligo della trasparenza portando a popolare le sezioni dedicate dei portali istituzionali con dati prevalentemente inerenti il funzionamento della macchina amministrativa (organizzazione, personale, delibere e determine, bandi di gara…), dati spesso presentati con formati poco adeguati a una loro facile rielaborazione. In secondo luogo, ci si è concentrati sulla fruibilità dei dati, lavorando su formati, pulizia, metadati, prestando poca attenzione alla strategia di selezione dei dati da esporre, deformando la finalità e traducendo l’obbligo amministrativo in adempimento, in azione senza mandato strategico[1]. Successivamente, a seguito dei report prodotti a livello globale e a livello europeo, l’attenzione si è concentrata sulla data value chain, ossia sul mercato generato dai dati, e anche dall’offerta in termini di open data, nei vari settori, dal geospaziale, all’ambientale, al sanitario.

Il progetto GIOCOnDa (Gestione Integrata e Olistica del Ciclo di vita degli Open Data)

In Italia una prima rilevazione della Fondazione Bruno Kessler (progetto Open Data 200) metteva in luce i limiti e il livello di maturità del mercato dei dati aperti, le opportunità del riuso a fini commerciali, censendo i prodotti e i servizi di start-up nate come open data pure players e di piccole e medie imprese e grandi aziende che utilizzano i dati della PA nella loro attività. Nel contesto italiano, tuttavia, le evidenze sul riuso non vengono ancora raccolte in modo sistematico. Anche in questa lacuna si inserisce il progetto Interreg GIOCOnDa (Gestione Integrata e Olistica del Ciclo di vita degli Open Data) nato dalla collaborazione di enti di ricerca, privati e pubbliche amministrazioni di diversi livelli (regionale e provinciale) sui territori a cavallo della frontiera italo-svizzera[2].

GIOCOnDa esplora nuovi metodi per sperimentare e avanzare il processo di pubblicazione dei dati, un processo collaborativo in cui l’offerta incontra la domanda e lo fa, in questo caso, analizzando i fabbisogni degli utenti. Una sfida complessa che nasce dall’esigenza di coadiuvare gli enti locali nel rilasciare dati di qualità e soprattutto “utili”, attraverso la ricerca e l’analisi della domanda, e che mira a valutarne l’impatto restituendo risultati che possano contribuire a una programmazione più efficace e all’aumento della sostenibilità. L’area insubrica, territorio di confine tra Italia e Svizzera, Lombardia e Canton Ticino, diventa così un laboratorio territoriale in cui i data provider, in questo caso gli enti locali coinvolti, e i data user, privati cittadini o imprese o altre pubbliche amministrazioni, dialogano soprattutto su alcune aree tematiche: turismo, lavoro e attività produttive. L’esperienza da cui prende avvio è quella del portale open data di Regione Lombardia, attivo da otto anni, che ospita anche i dati degli enti locali (Comuni, province, comunità montane). Nel 2017, infatti, una serie di misure regionali hanno permesso di attivare fondi e incentivi destinati a piccoli enti per la pubblicazione di un paniere di dataset. La strategia dietro la formulazione del paniere di dati “utili” – sulla quale basare la selezione dei dati da pubblicare – è nata appunto dall’ascolto degli enti locali.

Il valore dei dati della PA per le aziende

L’analisi dei fabbisogni della PA condotta nell’ambito del progetto GIOCOnDa da Easygov Solutions rileva che il 75% degli enti intervistati non ha un responsabile open data e il monitoraggio del riuso è quasi totalmente assente. Su questo fronte, tuttavia, Regione Lombardia ha evidenziato come nell’ultimo biennio in media sono state ricevute oltre 130 segnalazioni e richieste di integrazione o aggiornamenti di dataset preesistenti e già pubblicati. Sulla base delle interviste e della ricerca condotte in questi mesi dalla Fondazione Bruno Kessler, i dati confermano che quasi il 50% delle aziende intervistate operano nel segmento business-to-business, confermando i risultati della precedente indagine Open Data 200 Italia. Tra i casi identificati, alcune realtà aziendali interessanti italiane e svizzere, che usano dati insubrici, le italiane Systematica, Gisdevio, Mobygis, Cerved Group, Synapta, etc., mentre i casi d’uso più interessanti e gli scenari di riuso sono rappresentati da Here Technologies e Dedagroup Public Services.

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Per quanto riguarda invece i data providers, alcuni casi virtuosi stanno già strutturando la propria offerta informativa. La scelta della Provincia di Brescia riguarda essenzialmente dataset importanti per il turismo, quali strutture ricettive, eventi e luoghi d’interesse turistico (in sinergia con l’app Brescia per te che si avvale anche dei dati della rete bibliotecaria), gli hotspot wifi, etc. La Provincia si è anche attivata per incentivare l’automazione della raccolta e pubblicazione del dato coordinandosi con la piattaforma regionale e le piattaforme nazionali. La provincia di Lecco, invece, sta consolidando tramite l’Infopoint il lavoro sui dataset del settore turistico, che al momento risultano disponibili sul portale regionale. Il dipartimento di Tecnologie Innovative della SUPSI di Lugano ha presentato i progressi nel design della piattaforma che raccoglierà i dati open del Canton Ticino, dialogando con OASI, l’osservatorio che si occupa di monitoraggio ambientale che espone dati su ambiente, energia, qualità dell’aria e delle acque e Ticino Turismo, il cui patrimonio informativo risulta di particolare interesse e sicuramente da valorizzare. Anche su questo fronte, l’ambizione di GIOCOnDa è di valorizzare queste iniziative, creando una rete coordinata per la gestione e pubblicazione dell’informazione.

Conclusioni

In conclusione, il progetto GIOCOnDa, i cui risultati sono stati presentati e discussi durante il webinar “I dati della PA e il loro valore per le aziende” organizzato dalla Fondazione Bruno Kessler, a oggi ha fatto riscontrare in maniera evidente un divario tra domanda e offerta. L’offerta, cioè la Pubblica Amministrazione è ancora fortemente ancorata al processo di pubblicazione del dato, senza interessarsi degli impatti che questo sta avendo o ambisce ad avere sul territorio, questo è evidenziato soprattutto dal fatto che nessuna PA monitora l’utilizzo dei dati pubblicati, rendendo quasi impossibile avere informazioni sugli impatti prodotti. L’altro lato della medaglia sono invece gli utilizzatori, che si dividono in due categorie: cittadini e imprese. Come raccontato durante il webinar, le imprese sono sempre più interessate a collaborare con la PA per l’utilizzo di dati pubblici al fine di migliorare il proprio business e offrire servizi nuovi e innovativi. L’ultimo aspetto è quello del cittadino: quali sono gli interessi della cittadinanza? Come occorre presentare queste informazioni affinché siano comprensibili? A chi affidarsi per elaborarle? Questo è il prossimo gap che il progetto ambisce a colmare, grazie, in particolare a una survey lanciata da Regione Lombardia alla cittadinanza, disponibile a questo link: https://it.surveymonkey.com/r/GIOCOnDA_citizenSurvey.

 

 

  1. https://www.researchgate.net/publication/326423231_Beyond_Transparency_Making_the_Italian_Public_Administration_more_Accessible_through_Data_Storytelling
  2. Il partenariato di progetto è infatti costituito da: Politecnico di Milano, Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Provincia di Lecco, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Università della Svizzera Italiana, Fondazione Bruno Kessler, EasyGov solutions e VareseNews.

 

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