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Privacy a bordo delle auto connesse: serve un’Authority

Cresce la necessità del rispetto della privacy sulle auto connesse, mentre le connected cars diventano importanti fonti di big data. I veicoli connessi in Italia erano già nel 2020 pari al 45% del parco auto circolante [...]
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Il mercato automobilistico scommette sulle connected car, ma le auto connesse sono fonte di big data che richiedono tutela della privacy.

Le auto connesse in Italia erano già nel 2020 pari al 45% dei veicoli circolante. E il Motor Vehicle Working Group della Commissione Europea ha chiesto di definire i servizi di accesso ai big data sul veicolo, bypassando la mediazione di partner e terze parti.

Privacy sulle auto connesse: i big data crescono

Dalle Linee guida 1/2020 “On Processing Personal Data In The Context Of Connected Vehicles And Mobility Related Applications”, pubblicate dall’European Data Protection Board (EDPB), emerge che la connettività a bordo delle auto ha conseguenze: le auto connesse, come i dispositivi Internet of Things (IoT), diventano fonti di big data, dunque l’introduzione delle connected car richiede la tutela della privacy.

In base alla normativa General Data Protection Regulation (GDPR) e Iso 20077, per rispettare la normativa in materia, bisogna incaricare un’autorità dedicata. Dunque, un’Authority per le connected car dovrebbe tutelare la privacy sui big data, a partire dalle piattaforme e dalla condivisione dei dati (anche personali), controllando:

  • quali dati le auto connesse possono raccogliere e trattare;
  • chi può accedere ai big data delle connected car;
  • possibile uso, condivisione e vendita delle informazioni.
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Infatti, le case Automotive e i loro partner considerano i big data importanti fonte di ricavi. Adesso è giunta l’ora di concedere ai proprietari delle auto connesse il controllo sui dati.

Mercato auto connesse

Secondo l’Osservatorio Connected Car & Mobility del Politecnico di Milano, nel 2020 il mercato della connected car valeva 1,8 miliardi di euro e già oltre un consumatore su tre aveva una funzionalità smart a bordo dell’automobile.

I veicoli connessi in Italia erano già nel 2020 pari al 45% del parco auto circolante. Infine, secondo l’Osservatorio, il 71% degli intervistati sa cosa sia una connected car, il 36% già usa almeno un’opzione smart. E quasi otto consumatori su dieci esprimevano propensione all’acquisto di un’auto connessa in futuro.

Proprio sulle auto connesse, a inizio gennaio, Stellantis e Amazon hanno annunciato un’alleanza strategica per potenziare digitale e sostenibilità. Il futuro delle connected car è già oggi.

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