L'indagine

Infrastruttura dati: insufficiente per 3 imprese italiane su quattro

Sicurezza informatica, cyber resilienza, consumi energetici dei data center: sono tanti gli elementi che destano preoccupazione nei responsabili IT. Ecco quali misure adottare

Pubblicato il 01 Set 2023

Infrastruttura dati: insufficiente per 3 imprese italiane su quattro

Secondo Hitachi Vantara, per 3 aziende italiane su quattro l’infrastruttura dati non è sufficiente. E presenta lacune in termini di cyber security, sostenibilità e dinamiche nell’era dell’AI generativa.

Ecco quali misure adottare per rendere i data center più sostenibili, più sicuri e migliorarne la cyber resilienza. L’obiettivo è quello di sbloccare preziose informazioni dai loro dati, promuovendo la sostenibilità e ottenere un vantaggio competitivo.

Hitachi Vantara: focus sull’infrastruttura dati

Le aziende italiane considerano i dati sono la risorsa più preziosa. Tuttavia le imprese esprimono sempre maggiore preoccupazione per la sicurezza e la cyber resilienza della loro infrastruttura.

Sfiora un terzo il numero di leader che teme di non essere in grado di rilevare una violazione dei dati in modo tale da proteggerli. La tempistica infatti è tutto.

Il 37% ha necessità di più aiuto per blindare la cyber sicurezza. Il 14% ammette che i dati importanti sono privi d backup. Invece un 20% incontra problematiche con l’accesso ai dati a cvausa di guasti allo storage.

Il 56% dei responsabili IT dichiara inoltre di misurare l’attuale consumo energetico del proprio data center. Tuttavia, il 35% ha ammesso che la propria infrastruttura dati ha un eccessivo consumo energetico.

Quasi la metà (48%) ha infine ammesso le lacune nelle proprie politiche di sostenibilità. Infatti non risolvono il problema dell’impatto dell’archiviazione dei dati inutilizzati.

“Parte del problema per molte aziende è che stanno immagazzinando dati senza una strategia adeguata o senza strumenti per l’infrastruttura dati. La nostra indagine dimostra che la maggior parte delle aziende (71%) ha dichiarato di archiviare ogni dato, per ogni evenienza, e ben più della metà dei dati è ‘oscura’, o mai utilizzata”, commenta Bharti Patel, Senior Vice President, Product Engineering, Hitachi Vantara.

Politiche di sostenibilità: quali misure adottare nei data center

Dall’indagine di Hitachi Vantara emergono numerose preoccupazione da parte dei leader aziendali, per la resilienza dell’infrastruttura. Adottano l’hybrid cloud. Intanto le esigenze di archiviazione dei dati raddoppieranno entro il 2025.

L’IA generativa sta alimentando una corsa all’oro verso maggiore comprensione, automazione e prevedibilità. Tuttavia, al contempo, stanno stressando le infrastrutture e gli ambienti di cloud ibrido, già sottoposti a limitazioni, su cui sono eseguite.

Il report sulle dinamiche dell’infrastruttura dati moderna, Hitachi Vantara rileva inoltre che la maggior parte delle grandi aziende italiane prevede il raddoppio del proprio fabbisogno di dati nell’arco del prossimo biennio. Dunque s’accumulano i timori relativi alla gestione di una crescita veloce, destinata a complicare gli sforzi in materia di sicurezza, efficienza e sostenibilità.

Il futuro dell’archiviazione e dell’infrastruttura dei dati passa invece dl modello di hybrid cloud, che sfrutta un mix di cloud pubblico/privato, co-locazione e on-premise.

Secondo la ricerca, i leader delle aziende italiane preferiscono di archiviare i dati in un hybrid cloud. Una tendenza già consolidata, con percentuali di carichi di lavoro dei data center distribuite in maniera quasi uniforme tra cloud pubblico (25%), cloud privato (27%), on-premise (20%) e servizi co-locati/gestiti (24%). Per i prossimi due anni le percentuali riesteranno stabili.

Per raggiungere questo obiettivo, i leader aziendali devono prendere in esame tre fattori: la modernizzazione dell’infrastruttura (per superare il collo di bottiglia dei sistemi legacy che ostacolano la trasformazione digitale e scalare dinamicamente i loro sistemi, migliorare l’efficienza delle prestazioni e ottimizzare i costi pagando solo per ciò che viene utilizzato); la responsabilizzazione degli utenti (per prendere decisioni rapide sulla base dei dati disponibili e stabilire un quadro completo di sicurezza e accesso e fornire formazione ai dipendenti garantendo un uso responsabile dei dati); limitare gli sprechi (per massimizzare il valore dei dati, dando priorità alle iniziative di pulizia dei dati e snellendo le operazioni e migliorare l’efficienza complessiva).

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