ESG

Climate Neutral Data Center Pact, cos’è e come metterlo in pratica

Firmato due anni fa da oltre cento aziende del settore, richiede di ripensare completamente la costruzione dei centri di raccolta dei dati, in modo che siano ecosostenibili per contrastare la richiesta in continua crescita

Pubblicato il 02 Ago 2023

Stefania Prando

Business Development Manager, Kingston Technology

data center neutralità climatica

Oggi, a due anni dalla sua nascita, sono più di cento le realtà del settore cloud e data center in Europa che hanno firmato il Climate Neutral Data Center Pact. Si tratta di un impegno senza precedenti da parte dell’industria per attivarsi, in prima persona, e portare proattivamente il settore verso un’economia di neutralità climatica.

Ci si chiede quindi che forma avranno i data center del futuro? Quali sono gli aspetti da considerare per rendere un data center sostenibile e quali le maggiori sfide?

Immaginare i data center del futuro

Per capire come saranno i data center del futuro è necessario fare un passo indietro: negli ultimi dieci anni, il settore dello storage è stato oggetto di crescenti e notevoli progressi, grazie anche all’introduzione di tecnologie chiave come storage flash, SSD e cloud storage. Questo è dovuto alla grande quantità di dati che produciamo ogni giorno e che continua a crescere: si stima, infatti, che entro i prossimi due anni il volume totale di dati consumati su scala globale sarà pari a 180 zettabyte. Significa quindi una maggiore quantità di dati, più dati decentralizzati e metodi più rapidi e intelligenti di accedere e utilizzare i dati da fonti differenti. Un settore in continua crescita ma, allo stesso tempo, altamente inquinante.

L’enorme volume di dati che si prevede da qui a pochi anni sarà generato attraverso queste nuove tecnologie e a un certo punto sarà troppo elevato e difficile da gestire ed elaborare per garantire un utilizzo snello e fluido. È quindi necessario ripensare il nostro approccio verso i dati: non solo da un punto di vista di tutela storage, di velocità e di efficienza, ma in un’ottica sostenibile, garantendo la salvaguardia dell’ambiente stesso.

Tale aspetto pone sfide importanti per la crescita dei data center in molti paesi, semplicemente a causa delle potenziali carenze di energia. L’intero settore dei data center, infatti, sta facendo uno sforzo per diventare maggiormente ecosostenibile. In che modo?

data center neutralità climatica

Data center e neutralità climatica

Le sfide da tenere in considerazione per la costruzione dei data center del futuro sono principalmente tre:

  • utilizzare fonti di energia rinnovabile,
  • considerare l’intero ciclo dei data center promuovendo una economia circolare
  • prendere in considerazione sistemi di raffreddamento innovativi, come il liquid cooling, riducendo così i consumi energetici eccessivi.

L’utilizzo di energie rinnovabili

Secondo una ricerca di MarketsandMarkets, il mercato dei data center sostenibili è il futuro e varrà 140,3 miliardi nel 2026: ma ad oggi quanto consumano effettivamente i data center? Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, i data center consumano attorno all’1% di tutta la domanda mondiale di energia – una cifra decisamente considerevole, quasi superiore a quella che consumano interi Stati.

Il loro consumo provoca delle conseguenze a livello di CO2 disperse sul pianeta. Già oggi molti data center in Europa stanno iniziando a utilizzare fonti di energia rinnovabili per il loro sostentamento energetico, come impianti fotovoltaici o centrali idroelettriche. Più il mondo si avvicina all’eliminazione dei combustibili fossili, più i data center dovranno quindi affidarsi a reti intelligenti decentralizzate in grado di fornire energia pulita per un funzionamento 100% green.

Certo, la sostenibilità di un data center dipende da molti fattori, dalla progettazione fino alle operazioni; ma perché si rispetti il Patto di neutralità climatica dei data center è necessario che gli attori di questo settore inizino a dimostrare la propria efficienza energetica mediante obiettivi che siano misurabili, acquistando quindi energia pulita, risparmiando, riutilizzando e aggiornando i propri server, cercando di riciclare il calore disperso dai propri impianti.

Proporre un modello di economia circolare

L’economia circolare è un concetto che ormai è presente in tutti i settori: si tratta di un modello di produzione e consumo che integra il riutilizzo, la riparazione, il riciclo dei materiali e prodotti il più a lungo possibile, estendendone il ciclo di vita e garantendo quindi un approccio sostenibile.

Secondo il Climate Neutral Data Center Pact, entro il 2025 gli operatori dei data center dovranno valutare il riutilizzo, la riparazione o il riciclaggio del 100% delle loro apparecchiature server, motivo per cui i data center del futuro non possono non adottare un modello di economia circolare.

Ma non solo, c’è un altro elemento da considerare nel funzionamento dei data center e che, per le sue peculiarità, si adatta particolarmente al modello di circolarità. Si tratta del calore: riciclare il calore per creare un sistema energetico circolare è una delle principali sfide che i data center del futuro devono affrontare per essere in linea con gli obiettivi di sostenibilità. Il calore prodotto dai data center, infatti, rappresenta una risorsa particolarmente preziosa in termini di risparmio energetico. È necessario quindi cambiare il modo in cui viene utilizzato all’interno dei data center, progettando nuove metodologie per riutilizzare al meglio l’energia termica prodotta dal data center.

Esemplare il caso della piscina pubblica del Devon (UK), che utilizza il calore generato da un data center delle dimensioni di una lavatrice per riscaldare l’acqua delle vasche. I computer all’interno del piccolo data center sono circondati da olio per trattenere il calore, sufficiente a riscaldare la piscina a circa 30°C per il 60% del tempo, facendo in questo modo risparmiare sia in termini economici che in termini di consumi!

Data Center neutralità climatica

Utilizzare sistemi di raffreddamento innovativi

Il calore è un tema quindi fondamentale per capire come rendere i data center più sostenibili. I data center sono strutturati da diversi server, computer, apparecchiature informatiche il cui calore eccessivo può alterarne inevitabilmente le prestazioni e il ciclo di vita. Per superare questo problema, i data center sono costantemente raffreddati e devono essere mantenuti a una temperatura stabile. In generale, il raffreddamento viene effettuato raffreddando unità che consumano energia come i ventilatori, che però sul lungo periodo hanno un impatto negativo sull’ambiente.

Il raffreddamento ad aria è ancora ampiamente utilizzato; tuttavia, in virtù della esponenziale crescita sui prezzi energetici, molti operatori del settore sono alla ricerca di soluzioni in grado di garantire un equilibrio ottimale tra velocità ed efficienza, e un risparmio in termini di energia. I data center del futuro devono quindi considerare l’implementazione di sistemi innovativi come il raffreddamento liquido, pensato proprio per ridurre i consumi energetici eccessivi.

Un sistema di raffreddamento a liquido è da due a dieci volte più efficienti rispetto a quelli ad aria. Come funziona e perché sceglierlo? Consta di una serie di blocchi contenenti acqua, una pompa, un radiatore, tubazioni e, in alcuni casi, un serbatoio. La pompa spinge il liquido di raffreddamento da e verso il radiatore attraverso i blocchi di raffreddamento ad acqua collegati alla CPU. In questo modo il calore viene trasformato dal sistema in liquido raffreddato che viene pompato continuamente attraverso il sistema. Utilizzare sistemi di raffreddamento innovativi, come il raffreddamento a liquido, porta innumerevoli vantaggi, in quanto è in grado di ridurre rapidamente le alte temperature con una maggiore efficienza, anche in termini di consumo, rispetto ai sistemi basati su raffreddamento ad aria.

Server efficienti per massime prestazioni

Infine, in aggiunta a quanto detto, per garantire efficienza, velocità e sostenibilità dei data center di oggi e di domani, troviamo l’utilizzo di tecnologie efficienti per massimizzare le prestazioni.

Tuttavia, gli attuali costi e le sfide in materia di disponibilità di nuovi server, unitamente agli elevati costi energetici e alle difficoltà nel reperire determinati componenti, hanno rappresentato un vero e proprio incentivo che ha spinto data center a esplorare nuove alternative.

In virtù dell’elevato costo delle nuove piattaforme, e dei costi aggiuntivi di CPU e sistemi di raffreddamento, investire in upgrade per i sistemi esistenti può rappresentare una migliore scelta. Pertanto, come Kingston Technology spesso consigliamo di procedere con l’upgrade dell’hardware esistente come soluzione più efficace, economica e ambientalmente compatibile, rispetto all’acquisto di nuove macchine.

Per esempio, Hostmein, ISP greco che offre servizi di data center e cloud, aveva bisogno di una soluzione che garantisse prestazioni affidabili per i loro server, allo scopo di mantenere la loro offerta di servizi al vertice della categoria e restare competitivi. Introducendo gli SSD DC500 di Kingston, Hostmein ha tagliato i costi energetici del data center del 60%, il che ha anche contribuito al raggiungimento degli obiettivi che si sono posti in materia di transizione ambientale.

Conclusioni

In conclusione, siamo in un momento critico per quanto riguarda il cambiamento climatico, come hanno dimostrato anche gli ultimi avvenimenti che hanno colpito tra gli altri anche il nostro Paese e, per garantire che i data center siano parte del nostro futuro e del futuro sostenibile dell’Europa, è necessario che gli operatori del settore si impegnino per raggiungere la neutralità climatica il prima possibile.

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