Lo studio

Gestione dei dati: 9 aziende su 10 hanno un team dedicato

L’indagine analizza la Data Driven Transformation delle aziende italiane, impegnate ad abbracciare il cambiamento grazie alla presenza di team dedicati alla gestione dei dati. Ma il futuro è nella democratizzazione dei dati

Pubblicato il 23 Feb 2023

Denodo Credem

Lo studio annuale di Denodo, in collaborazione con IKN Italy, sulla gestione dei dati mette in luce benefici e criticità nell’approccio alla data democratization.

In particolare evidenzia progressi e difficoltà da parte delle aziende italiane, in tema di gestione e democratizzazione dati.

Denodo: la gestione dei dati in azienda

La maturità nei confronti della gestione dei dati, il più grande asset di valore delle aziende, sta aumentando. E ciò si evince da vari segnali, a partire dalla nomina di un figura dedicata alla governance dei dati.

Secondo l’indagine di Denodo, 9 imprese italiane su dieci hanno un team dedicato alla gestione dei dati, impegnato a gestire il patrimonio informativo. La percentuale è passata dal 29% nel 2021 al 90% attuale.

L’organizzazione dei team segue modelli diversi. Il 36% ha team centralizzati nella struttura IT. Il 18% ospita la squadra nella struttura del Chief Data Officer (Cdo). Un altro 18% ha un team che riporta direttamente al CEO. In quasi 2 aziende su 10 (18%), ciascun dipartimento dispone di un team adibito a modellare i dati di cui è responsabile.

L’indagine analizza, inoltre, la democratizzazione dei dati, basata sulla loro condivisione per estrarne il valore e renderla un fattore chiave del processo di decision-making.

Il 62% degli intervistati ritiene che la semplicità d’uso rappresenti il principale beneficio della democratizzazione dei dati.

Tuttavia le aziende non compiono solo progressi, ma incontrano anche ostacoli alla sua applicazione, da superare. Due professionisti su 10 (22%), infatti, denunciano lacune: l’assenza di una sponsorship che supporti il cambiamento, accompagnata da una mancanza sia culturale che organizzativa (rispettivamente 21% e 18%). Infatti occorre intraprendere un significativo cambiamento culturale.

In un contesto di democrazia dei dati, le regole di data governance (17%) rappresentano diritti e doveri di chi li impiegherà.

A causa di questi ostacoli, un quarto (25%) delle aziende italiane non prende ancora in esame l’idea di democratizzare i dati.

“In un mondo digitale in cui i dati sono i nostri occhi, è importante poter mantenere una visione strategica che non si perda nella crescente quantità di informazioni disponibili. È qui che entra in gioco la Data Driven Transformation, tanto complessa quanto imprescindibile”, commenta Andrea Zinno, Sales Director & Data Evangelist di Denodo.

Data Mesh e Data-as-a-Service

Nell’adozione di nuovi modelli tecnologici, quasi un terzo dei professionisti (32%) considera il Data Mesh, un nuovo modo di gestire organizzativamente i dati, come paradigma di riferimento. Analogamente, il 28% degli intervistati sceglie la modernizzazione delle infrastrutture per il modello del Data Fabric.

Circa 3 aziende su 10 (29%), inoltre, prevedono di adottare un approccio Data-as-a-Service, orientato al consumo veloce dei dati e alla base di programmi di Data Marketplace e Data Monetization.

Data Warehouse, Data Lake e Data Lakehouse (tutte con il 18%) presentano un uso omogeneo.

“Per le aziende diventa allora fondamentale mettere i dati davvero a disposizione di chi ne ha bisogno, secondo un approccio democratico che non è solo tecnologico, ma innanzitutto culturale: l’obiettivo è rendere i dati accessibili a tutti coloro che devono farne uso, e di farlo nel rispetto delle regole. La nostra ricerca racconta l’immagine di uno scenario di business in evoluzione, con organizzazioni che – nonostante le difficoltà – si mostrano determinate ad abbracciare il cambiamento grazie alla presenza di team dedicati alla gestione dei dati, che sembra ormai essere lo standard. I dipartimenti IT giocano ancora un ruolo primario, ma per il futuro si può prevedere una tendenza crescente degli utilizzatori dei dati a volersi affrancare da questa dipendenza, guadagnando una maggiore autonomia nella fruizione e gestione delle informazioni”, conclude Andrea Zinno.

AI e ML

In questo contesto, le tecnologie più diffuse (35%) nell’ambito della gestione dei dati sono l’Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning (ML) .

Un terzo delle aziende italiane (rispettivamente 21% e 14%), in rapida crescita, scelgono l’Intelligenza Artificiale e Machine Learning per gestire i dati.

Cloud

Fa ormai parte integrante delle architetture IT. Secondo la ricerca di Denodo, in quasi due terzi delle aziende (64%) la maggioranza dei dati è ancora on-premise, mentre solo l’11% prevede la migrazione al cloud entro 18-36 mesi.

Il 4% dei professionisti ritiene che in futuro l’archiviazione della maggior parte dei dati sarà in cloud (in date ancora da definire). Invece un ulteriore 11% opta per un equilibrio tra l’on-premise e il cloud, anche nel prossimo futuro.

I dipartimenti IT considerano i dati loro appannaggio esclusivo, come dimostra la gestione on-premise. Ciò succede in oltre quattro aziende su 10 (43%), dove i dati devono essere richiesti e messi a disposizione dall’IT, senza possibilità di esplorarli prima tramite uso di un data catalog.

La strada, però, è segnata. Un altro 46% di aziende si servono di un catalogo per rispondere alle necessità basate sull’uso dei dati: da cataloghi di sola consultazione (21%), a quelli dotati di opzioni di ricerca ed uso dei dati (14%), fino alle aziende – ancora in minoranza – dove i Data Consumer sono in grado non solo di esplorare i dati, ma anche realizzarne di nuovi (11%).

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