Data Center

Digilan adotta l’iperconvergenza di Nutanix

Si tratta di un gruppo con 200 milioni di euro di giro d’affari, che conta oltre 150 server virtualizzati, per gestire il provisioning con grande semplicità e flessibilità. Inoltre, la nuova architettura consente alla società di adottare un nuovo sistema di backup e un sito di Disaster Recovery in cloud [...]
Digilan: l’iperconvergenza Nutanix agevola un gruppo con 200 milioni di euro di giro d’affari
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Digilan ha scelto l’iperconvergenza Nutanix per aggiornare il data center con un’infrastruttura moderna e scalabile.

L’obiettivo è semplificare la gestione, sostenere la crescita e creare un sito di disaster recovery. Ecco come.

Chi è Digilan

Digilan è responsabile dei servizi “non core” di tutto il Gruppo Proges. Ad esso fanno capo una trentina di aziende tra società e cooperative dedicate a servizi alla persona. Imprese con un giro d’affari di circa 200 milioni di euro.

La società di servizi IT del Gruppo Proges vanta un fatturato di 5 milioni di euro e 40 dipendenti, di cui una decina impegnati in attività ICT.

Il data center del Gruppo si trova nella sede di Parma, dove Digilan gestisce tutti gli applicativi delle varie realtà appartenenti all’organizzazione. Inoltre l’azienda eroga alcuni servizi fondamentali: la pubblicazione dei cedolini per i dipendenti e la conservazione sostitutiva dei documenti.

Digilan gestisce i sistemi informativi di 20 mila persone, fra utenti finali, dipendenti del Gruppo, oltre a docenti e alunni delle scuole.

Digilan sceglie l’iperconvergenza Nutanix

L’iperconvergenza permette a Digital di aggiornare l’infrastruttura ormai obsoleta. Non era più in grado di supportare l’espansione del Gruppo Proges. “Avevamo un unico data center strutturato su due CED, configurati in cluster, collocati in due edifici diversi”, commenta Daniele Cavazzini, Responsabile Sistemi Informatici di Digilan, “con una soluzione di business continuity implementata all’interno dell’infrastruttura”.

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“Ma il materiale, eterogeneo per tipologia e brand, iniziava a diventare obsoleto e le prestazioni a scadere, continua Cavazzini: “E noi avevamo bisogno di implementare un più alto livello di sicurezza e affidabilità”.

L’azienda si affida al partner storico Errevi System. Ha implementato una soluzione basata sull’iperconvergenza Nutanix. Affidata a 5 nodi installati presso la sede centrale di Parma, ne ha altri 3 collocati presso un data center esterno per implementare una vera soluzione di Disaster Recovery.

Il “Disaster Recovery iperconvergente”, racconta Matteo Marzocchini, Systems Integration Division Director di Errevi System, è “la tecnologia migliore per gestire in maniera semplice il processo di riattivazione delle virtual machine in caso di disastro, rispettando gli obiettivi di RPO e RTO indicati dal cliente. Anche la predisposizione di Nutanix verso il Cloud è stato un parametro fondamentale di scelta”.

“Siamo partiti traguardando uno storage complessivo di 30 Terabyte”, spiega Daniele Cavazzini, “e siamo arrivati a installarne 100, una quantità che ci consente di operare con tranquillità per i prossimi cinque anni anche considerando la crescita a doppia cifra del Gruppo”.

Oltre 150 server virtualizzati: il futuro è cloud

Ora Digilan conta oltre 150 server virtualizzati, per gestire il provisioning con grande facilità e flessibilità. Inoltre, la nuova architettura permette alla società di adottare un nuovo sistema di backup e un sito di Disaster Recovery in cloud. Quest’ultimo assicura un livello di affidabilità e continuità superiore rispetto al passato. In linea con l’evoluzione del Gruppo che ha ottenuto anche la certificazione ISO 27001.

“Ci siamo dati un orizzonte temporale di un altro anno per completare il progetto con Errevi System e Nutanix”, dichiara Cavazzini. “Immaginando di passare in cloud anche una parte della produzione”, l’azienda punta a “rendere ancora più flessibile l’IT”.

“Il nostro ruolo sta cambiando e nei nostri piani c’è un maggior ricorso alla terziarizzazione dei servizi IT, un futuro reso possibile anche dall’iperconvergenza”, conclude Daniele Cavazzini.

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