Talend con O’Reilly misura le potenzialità dell’IoT attraverso i Big Data - Big Data 4Innovation
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Talend con O’Reilly misura le potenzialità dell’IoT attraverso i Big Data

Sabrina Amadori

Cresce il mercato dell’Internet of Things: sale il numero degli oggetti connessi, delle piattaforme IoT e di professionisti specializzati: sono solo alcuni dei dati dello studio The Internet of Things Market” realizzato da O’Reilly e messo a disposizione in partnership con Talend, che analizza il mercato dell’Internet of Things prendendo in considerazione le più importanti aziende e industrie che utilizzano queste tecnologie. Ciò che caratterizza la ricerca – differenziandola dalle precedenti (come ad esempio da quella di McKinsey e di altri) – è la misurazione basata sui Big Data anziché su modelli e sondaggi condotti dall’uomo: l’analisi in tempo reale di website, incontri, stampa, blog, documenti SEC, ecc. ha portato all’elaborazione di 300 TB di testo e miliardi di documenti. Dallo studio Big Data relativo all’Internet of Things emerge come per 1634 aziende delle 2240 che hanno adottato tecnologie IoT l’implementazione sia ancora in fase di sviluppo; per 376 imprese, invece, la scelta dell’IoT è limitata a un solo dipartimento o a un caso d’uso specifico; per 230 figura come vera e propria direzione strategica, trovando sbocco in più situazioni d’utilizzo.

Dai dati dell’IoT al ruolo dei Big Data

La spesa relativa all’Internet of Things finora ha spaziato perlopiù dalla gestione della sicurezza, della vendita al dettaglio e dell’inventario al monitoraggio del paziente; i dati sugli investimenti del 2016 mettono in luce delle linee di tendenza che fanno emergere, al vertice, l’impiego relativo al settore della Sicurezza (25%), seguito dalla Difesa (14%) e dal Retail (11%). Un ulteriore dato riguarda la portata distributiva dell’implementazione delle tecnologie IoT e Big Data: lo studio “The Big Data Market” condotto da O’Reilly aveva rilevato, infatti, come gli investimenti nei Big Data fossero principalmente prerogativa delle grandi imprese; per quanto riguarda l’IoT non c’è questa asimmetria. Risulta più uniforme, inoltre, a livello geografico (negli USA) la ripartizione IoT, legata alla migliore distribuzione sul territorio dei settori d’utilizzo, rispetto all’adozione dei Big Data, concentrata sulle coste. Nonostante il forte legame tra le due tecnologie, inoltre, sono solo 380 le aziende ad investire contemporaneamente in Big Data e in IoT (tra queste Nokia, Samsung e Johnson Controls).

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