IBM combina AI e Cloud per creare un assistente virtuale per il Parkinson

L'assistente virtuale dotato di intelligenza artificiale, "Parkinson Bot", metterà a disposizione dei pazienti affetti da Parkinson e delle loro famiglie un canale di comunicazione sicuro ed efficace con l'Ospedale [...]
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Testato durante la pandemia Covid-19, il “Parkinson Bot” permetterà a pazienti e caregiver di reperire tempestivamente informazioni certificate e costantemente aggiornate sul morbo di Parkinson. Un assistente virtuale dotato di intelligenza artificiale, abilitato dalla tecnologia IBM Watson Assistant su public Cloud e dal patrimonio di informazioni di un centro riconosciuto come l’ospedale no profit Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

L’obiettivo comune di questo progetto, proposto e curato in ogni aspetto dal Neurologo Lazzaro di Biase, è mettere la scienza al servizio della persona e ampliare l’orizzonte di applicazione della tecnologia per il benessere della comunità. E soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, una soluzione disponibile 24×7 può costituire un valido aiuto nella gestione delle richieste di informazioni su una malattia che colpisce non meno di 300.000 persone in Italia.

Il corpus di conoscenze con cui è stato istruito l’assistente virtuale è stato preparato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e comprende temi come la caratterizzazione della malattia, le possibili cause, la descrizione dei principali sintomi sperimentati dai pazienti e le domande più frequenti che i medici hanno registrato nel corso degli anni.

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Il Policlinico è in grado di utilizzare immediatamente la soluzione realizzata, di arricchirne i contenuti, di inserire e personalizzare l’offerta informativa in base alle reali esigenze dei malati, dei loro familiari e di tutti i visitatori che possono accedervi attraverso il sito, permettendo agli utenti di interagire con l’agente virtuale per ottenere informazioni specifiche in modo diretto.

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