Elio Catania: continuità con Industria 4.0 e Impresa, tanta Formazione e una spinta verso la PA 4.0 - Big Data 4Innovation
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Elio Catania: continuità con Industria 4.0 e Impresa, tanta Formazione e una spinta verso la PA 4.0

Mauro Bellini

L’occasione è di quelle fatte apposta per parlare di innovazione: l’inaugurazione dell’Industrial IoT Innovation Center di Accenture a Modena, presso HPE COXA, una realtà ideata e progettata nello sviluppo del paradigma Industry x.0 per creare un ambiente ideale nel quale le aziende possono creare e testare l’innovazione. A margine del confronto che ha accompagnato la cerimonia di apertura del centro Accenture abbiamo incontrato Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale impegnato in un dibattito con  Marco Morchio, Managing Director Accenture StrategyAndrea Bozzoli, Amministratore Delegato di Hpe CoxaGiorgio Torresani, Managing Director di Accenture (leggi i servizi di Internet4Things: sull’evento Accenture estende l’Industry X.0 Innovation Network con il nuovo Industrial IoT Center di Modena e di CorCom: Paradigma Industry X.0: parte da Modena la nuova rivoluzione del made in Italy ).

Il 2018 si annuncia come l’anno della formazione

Nel corso del dibattito Catania, aveva molto enfatizzato il tema degli skills come fattore abilitante dell’innovazione della competitività anche indicando che “Il 2018 si annuncia come l’anno della formazione”.
E la formazione per Catania è anche e prima di tutto un grande tema politico tanto che deve essere prioritario “proseguire e accelerare l’impegno collettivo del Piano Industria 4.0 e Impresa 4.0 del MISE e delle iniziative avviate con il MIUR per preparare i giovani sia alle sfide dell’Industry 4.0, ma anche a quelle di ambiti come l’Agrifood che sono strategici per l’economia e per il Made in Italy e che hanno bisogno di accelerare con l’innovazione digitale“.
A proposito dell’Industry x.0 Industrial IoT Innovation Center di Accenture e Hpe Coxa Catania ha tenuto a osservare che rappresenta una concreta opportunità per le imprese italiane che si stanno muovendo verso la trasformazione digitale per fare sperimentazione in modo concreto e veloce disponendo dei mezzi più adeguati, per provare e lanciare nuove idee di business”.

La centralità della persona

Un centro e una azienda Hpe Coxa dove i dati si respirano a ogni angolo e fanno parte di ogni singolo momento dell’attività lavorativa quotidiana e soprattutto di ogni macchina e ogni sistema. Con questo esempio davanti appare evidente la necessità di preparare le aziende che vogliano andare in questa direzione con personale in grado di gestire questo patrimonio di conoscenza, con percorsi di conoscenza sui Big Data, sulla Data Science e in generale sulla capacità di contribuire al passaggio dai dati alle informazioni e dalle informazioni all’azione.
“Come Confindustria Digitale stiamo lavorando tantissimo per attivare e sostenere percorsi formativi – osserva Catania -. Nello specifico, nell’ambito del rapporto con le università stiamo spingendo per una crescita nei corsi che vogliono portare a una formazione specifica sulla gestione dei dati nei contesti produttivi. E nello stesso tempo lavoriamo per far crescere l’attenzione delle aziende, con fortissime raccomandazioni verso le aziende utenti affinché siano sempre più stimolate a prestare attenzione al valore e all’importanza di far crescere all’interno figure professionali e competenze legate ai dati”.

Skill nuovi per “guidare” le fabbriche di dati

Se grazie all’Industria 4.0 e all’Internet of Things le aziende diventano “fabbriche di dati” è importante che ci siano persone in grado di gestire il valore che può arrivare dai dati e trasformarlo in conoscenza.
“Un ruolo importantissimo – prosegue Catania – poi è svolto dai provider ICT, di tutti le dimensioni e le tipologie, nessuno escluso, che sono chiamati tutti a pensare, sviluppare ed erogare corsi per tutti i loro riferimenti, nelle imprese clienti, nelle terze parti, nelle società che contribuiscono allo sviluppo alla realizzazione di progetti”.
Senza poi dimenticare che l’Italia è fatta di PMI e molte aziende per dimensioni, tipologia di attività o per la situazione geografica sono portate a lavorare con partner locali, con system integrator, con imprese specializzate e localizzate sul territorio. Ed ecco che diventa altrettanto importante “continuare l’opera di sensibilizzazione anche a livello di distribuzione, di terze parti, di imprese digitali, che sono un veicolo di innovazione a livello territoriale”.

Le priorità per una Agenda Politica che vuole favorire l’innovazione

Alla domanda su quali sono oggi le priorità che Confindustria Digitale considera fondamentali per ispirare l’Agenda Politica delle forze politiche che con le prossime elezioni si candidano alla guida del prossimo Governo Catania non ha esitazioni:

La tensione verso l’innovazione

“Prima di tutto – afferma Catania – non si deve abbassare la tensione che oggi è stata creata sull’innovazione e che sta dando risultati importanti. E’ un clima, un approccio, una cultura che stanno favorendo l’attenzione e la diffusione dell’innovazione in generale”.

“Il vero problema è la velocità – osserva ancora Catania -. Abbiamo messo in moto la macchina, e si sta lavorando alacremente per colmare il gap con altri paesi e altre economia. Ma mentre noi lavoriamo, anche molto assiduamente, gli altri corrono e se si vuole conquistare un vantaggio occorre fare ancora più velocemente. E – aggiunge – non possiamo più accettare la parola “piano piano”. Tutte queste cose devono avvenire presto. I Digital Innovation Hub – elenca – , il Piano del Miur, la continuità degli incentivi, la capacità di toccare con mano tutti quanti i territori, la forza di parlare con il maggior numero possibile di imprenditori: tutte queste cose devono essere fatte, rapidamente”.

Continuità con Industria 4.0, Impresa 4.0 e sviluppo delle competenze

“E’ poi necessario – prosegue come secondo punto – garantire la continuità e anzi accelerare su tutti i programmi che sono stati realizzati, come ad esempio il Piano Industria 4.0 per il manifatturiero, ma anche per tutti gli sviluppi verso l’Impresa 4.0, e proseguire nella esecuzione di tutti i programmi di formazione che sono stati avviati”

Portare la sfida anche a livello di PA 4.0

“Poi c’è il capitolo della Pubblica Amministrazione – aggiunge Catania come terzo punto. Il Piano triennale per la PA è certamente molto innovativo e molto importante, ma adesso bisogna scaricarlo a terra e bisogna darne compimento a tutti i livelli, vale a dire in tutte le sue componenti, in tutti i comuni e in tutte le dimensioni della Pubblica Amministrazione“.
Pensando poi alla logica dei Digital Innovation Hub e all’importanza di identificare delle best practices e delle case history da portare come modello e attivare anche con questi stimoli quel processo positivo che ha permesso di attuare progetti e Piani come l’Industria 4.0. Questo stesso tipo di mobilitazione serve anche con la PA 4.0, con la stessa tensione e con la stessa decisione nel realizzare questi progetti. “In questo senso – aggiunge Catania – è importante ridisegnare forme di partnership più ricche a articolate che permettano di attivare uno sforzo congiunto tra imprese e pubbliche amministrazioni con la creazione di un nuovo modello di collaborazione.

Direttore responsabile delle testate “verticali” di Digital360: Blockchain4Innovation, PagamentiDigitali, Internet4Things, BigData4Innovation e Agrifood.Tech si occupa di innovazione digitale applicata alla realtà delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e del sociale

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