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Sistemista: chi è, cosa fa e come diventarlo

Non è un programmatore, non è un tecnico hardware o software: il sistemista informatico è una figura presente in ogni azienda, che spesso assorbe in sé numerose specializzazioni. Quali sono, quanto guadagna, come diventarlo [...]
Josephine Condemi

giornalista

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Il sistemista informatico è una figura presente in ogni azienda, ma dalle molte specializzazioni. Vediamole insieme.

Chi è il sistemista informatico

Il sistemista informatico, o sistemista di rete, è il professionista che si occupa di progettare, gestire e mantenere le infrastrutture informatiche di un’azienda o un’organizzazione, sia dal punto di vista hardware che software.

Si distingue quindi da un programmatore perché si occupa anche degli elementi hardware del sistema, e non è un tecnico (hardware o software) perché non interviene soltanto in caso di malfunzionamento ma ha la responsabilità della gestione del sistema in ogni momento.

Esistono diverse specializzazioni per un sistemista informatico, che a volte vengono assorbite all’interno della stessa figura:

  • Architetto di sistema o System Architect
  • Amministratore di sistema o System Administrator
  • Amministratore di rete o Network Administrator
  • Amministratore dei sistemi di virtualizzazione o Virtualization System Administrator
  • Amministratore delle applicazioni o Application Administrator
  • Amministratore dei database o Database Administrator
  • Amministratore dei sistemi in cloud o Cloud System Administrator
  • Amministratore della cybersicurezza o Cybersecurity Manager

Cosa fa il sistemista informatico

Il sistemista informatico ha il compito di progettare, mantenere e implementare la funzionalità di un sistema informatico. Analizza l’infrastruttura esistente, propone modifiche, cura l’installazione delle nuove componenti, esegue i backup e gli aggiornamenti, è responsabile della sicurezza e dell’efficienza dell’architettura.

Architetto di sistema

In particolare, l’architetto di sistema è la figura che progetta e dimensiona l’intera architettura informatica aziendale, anche integrando sistemi differenti, sulla base delle necessità e delle strategie di sviluppo. È un project manager, che pianifica la configurazione più efficiente delle diverse componenti hardware, software, e dei diversi livelli di rete (Internet, Intranet) e tiene conto della sicurezza, dei costi e dei tempi di implementazione, oltre che delle specifiche tecniche di realizzazione. Crea piani e layout per l’architettura di sistema, li presenta alla direzione aziendale, ne supporta l’esecuzione, si occupa degli aggiornamenti hardware e software, valuta l’efficienza di quanto già eseguito e monitora eventuali soluzioni tecnologiche da integrare.

Amministratore di sistema

L’amministratore di sistema è invece il responsabile della gestione e della manutenzione dei sistemi informatici aziendali, quindi dell’intera infrastruttura IT. Si assicura che le soluzioni utilizzate e integrate siano conformi alle politiche aziendali, pianifica backup, gestisce il disaster recovery e la business continuity in caso di eventi avversi, si assicura che i sistemi hardware e software siano aggiornati, sicuri, efficienti, adeguati alle esigenze.

Amministratore di rete

L’amministratore di rete è il responsabile della gestione e della manutenzione dei servizi delle reti aziendali. È specializzato in reti di calcolatori e apparati di networking. Aggiorna l’hardware (come router o adattatori) e il software (come i driver di rete). Risolve eventuali imprevisti e problematiche di funzionamento. Monitora il traffico dati per ottimizzare le dimensioni della rete e conformarla alle strategie aziendali, studia le ultime soluzioni per capire come poterle integrare in futuro.

Amministratore dei sistemi di virtualizzazione

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L’amministratore dei sistemi di virtualizzazione è il responsabile della loro gestione e della manutenzione. I sistemi di virtualizzazione consentono di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, che, a seconda delle esigenze, vengono trasferite in ambiente virtuale (macchina virtuale) tramite software chiamati hypervisor, da eseguire in sistema operativo o installare su hardware. La virtualizzazione può riguardare: i dati, da raggruppare in un’unica sorgente; i desktop, da configurare, aggiornare e controllare in blocco; i server, da ripartire a seconda delle funzioni necessarie momento per momento; le funzioni della rete, da distribuire per ridurre il numero di componenti fisiche; i sistemi operativi, da eseguire in modo affiancato o distribuire nei computer per limitare il tempo degli aggiornamenti.

Amministratore delle applicazioni

L’amministratore delle applicazioni è il responsabile della gestione delle applicazioni informatiche aziendali, quindi di controllare e implementare l’efficienza delle funzioni o delle applicazioni disponibili agli utenti su un server specifico e di verificare che rispondano alle politiche aziendali.

Amministratore dei database

L’amministratore dei database è il responsabile della gestione dei sistemi di archiviazione dati aziendali. Si occupa quindi di creare e personalizzare database in grado di memorizzare e organizzare le informazioni, modificare o unire quelli esistenti a seconda delle esigenze, installare programmi di sicurezza ed eseguire backup di routine per evitare la perdita di dati; fornire gli utenti di livelli di accesso appropriati.

Amministratore dei sistemi in cloud

L’amministratore dei sistemi in cloud è il responsabile della gestione e manutenzione dei sistemi cloud aziendali. Si occupa di configurare, distribuire e gestire i server, di monitorare e analizzare le metriche di sistema, di automatizzare processi e protocolli di posta, di controllare la sicurezza dei sistemi e la loro conformità alle politiche aziendali.

Amministratore della cybersicurezza

L’amministratore della cybersicurezza è il responsabile dei sistemi di cybersecurity aziendali. Crea i requisiti di sicurezza all’interno delle infrastrutture aziendali, esegue audit e stila procedure e raccomandazioni, si occupa di formazione ai colleghi, identifica eventuali comportamenti anomali e/o rischiosi da parte degli utenti, protegge il sistema da accessi anomali, si occupa di prevenire eventuali attacchi o di fronteggiarli garantendo la business continuity.

sistemista - cybersecurity

Quanto guadagna un sistemista

Le retribuzioni di un sistemista dipendono dalle specializzazioni, dall’esperienza, dalle competenze e dalle certificazioni acquisite, oltre che dal contesto aziendale.

Un cybersecurity manager viene retribuito in media con 50.000 euro l’anno in Italia, 51.000 sterline in UK, 104.000 dollari in USA.

Un system architect guadagna in media annualmente 47.500 euro in Italia, 64.000 sterline in UK e 117.000 dollari in USA.

Un database manager invece guadagna in media 40.000 euro l’anno, per uguali sterline in UK e a fronte dei 98.800 dollari in USA.

Un system administrator percepisce in media in un anno 35.000 euro in Italia, 29.000 sterline in UK e 84.800 dollari in USA.

Un network administrator viene retribuito in media in un anno in Italia con 30.000 euro, a fronte di 25.400 sterline in UK e dei 60.100 dollari in USA.

Come diventare sistemista

Per diventare sistemista it è necessario avere conoscenze e competenze informatiche: a volte si richiede il diploma tecnico-scientifico ad indirizzo informatico, più spesso una laurea in ingegneria informatica, informatica, ingegneria elettronica. Sono spesso richieste certificazioni specifiche, che si possono ottenere attraverso appositi corsi.

È richiesta familiarità con i principali sistemi operativi desktop e server (Linux, Unix, Windows, Android, Apple), con le basi di programmazione JAVA, C#, C++, con alcuni tool di automazione, con gli ambienti virtualizzati e le macchine virtuali, con gli ambienti cloud dei sistemi operativi, con la ICT security, con i linguaggi e i sistemi di gestione dei database.

La professione di sistemista richiede capacità di ascolto delle esigenze, capacità di analisi e di risoluzione dei problemi, nonché disponibilità ad intervenire per gestire guasti o imprevisti in qualsiasi momento e disponibilità all’aggiornamento continuo.

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