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AI for health: l’intelligenza artificiale di Microsoft al servizio della ricerca

Antonello Salerno

“Con l’Intelligenza Artificiale abbiamo la possibilità di risolvere alcuni dei più grandi problemi dell’umanità. Migliorare le condizioni di salute delle comunità in tutto il mondo è senz’altro uno di questi. Dare la possibilità di utilizzare uno strumento così potente come l’AI agli esperti che ogni giorno affrontano questo tipo di sfide può accelerare senz’altro la creazione di nuove soluzioni e migliorare l’accesso alle cure da parte delle popolazioni più svantaggiate. È questo l’obiettivo di AI for Health”. Lo afferma Brad Smith, presidente di Microsoft, presentando “Ai for Health”, programma globale della casa di Redmond che fa parte del più ampio progetto “Ai for good”, su cui il gruppo investirà 40 milioni di euro con l’obiettivo di migliorare le condizioni medico-sanitarie delle comunità in tutto il mondo, aiutando ricercatori e organizzazioni ad affrontare le sfide più difficili in ambito medico e sanitario. Le prime organizzazioni a entrare nel programma AI for Health sono Brac, Fred Hutchinson Cancer Research Center, Intelligent Retinal Imaging Systems (Iris), Novartis Foundation, Path e il Seattle Children’s Research Institute.

Il programma parte dalla constatazione che – nonostante la tecnologia stia rapidamente trasformando il mondo – le risorse necessarie per dotare i ricercatori degli strumenti più adeguati per implementare AI e Data Science non sono distribuiti equamente: meno del 5% dei professionisti AI, infatti – spiega Microsoft in una nota – lavora nel settore medicale o nelle organizzazioni no-profit. Così mMicrosoft ha deciso di voler fare il possibile per garantire che le organizzazioni no-profit, le università e gli istituti di ricerca abbiano accesso alle tecnologie più avanzate, a risorse ed esperti affinché possano implementare l’AI e accelerare così la Ricerca, agevolando il raggiungimento di risultati e migliorando l’accesso alle cure.

AI For Health focalizzerà così i propri sforzi sulla ricerca, sui dati sanitari globali e sul principio della salute equa, potenziando in parallelo le collaborazioni già avviate per contribuire a risolvere le problematiche più urgenti come la sindrome della morte in culla, la lebbra, o rilevare la retinopatia diabetica per prevenire la cecità, costruendo un ecosistema che consenta la condivisione sicura dei dati biomedici.

Quanto infine al progetto più ampio di MIcrofot in cui è inserito AI for Health, “AI for Good”, prevede un investimento di 165 milioni di dollari per aiutare le persone e le organizzazioni ad avere un impatto positivo sulla società. Comprende i programmi  AI for Accessibility, AI for Cultural Heritage, AI for Earth e AI for Humanitarian Action.

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