Quantum computing, spuntano gli "spin qubits": Intel investe sui chip del futuro - Big Data 4Innovation
FacebookTwitterLinkedInWhatsApp

Quantum computing, spuntano gli “spin qubits”: Intel investe sui chip del futuro

Antonello Salerno

Se da una parte è vero che le potenzialità del quantum computing potrebbero rivoluzionare interi settori, dalla chimica allo sviluppo dei farmaci, dalla finanza fino alle previsioni meteorologiche, vale a dire ovunque sia necessario gestire ed elaborare grandi quantità di dati, in tempi molto rapidi, dall’altra bisogna anche considerare che la ricerca in questo ambito è ancora agi inizi, e che non esiste ancora, al momento, un sistema commercialmente valido per la diffusione di questa innovazione.

Tra i giganti impegnati nella ricerca nel campo del quantum computing c’è Intel, che già nel 2015 ha lanciato un programma di ricerca collaborativa su cui ha investito 50 milioni di dollari.

Tra i nodi da sciogliere per lo sviluppo del quantum computing c’è anche quello architetturale, la definizione cioè della forma che prenderanno i processori quantici, i cosiddetti qubits: in questo campo Intel sta investendo su due possibilità e quindi due progetti di ricerca, quello che riguarda il test dei chip qubits superconduttori, strada seguita anche da altre industrie a realtà accademiche, e quello alternativo noto con il nome di “spin qubits”, che fa leva sull’esperienza maturata dal gruppo nella manifatture di transistor in silicone. Una tecnologia, spiega Intel, che potrebbe aiutare a superare alcuni degli ostacoli scientifici per la transizione del quantum computing dal campo della ricerca a quello dell’applicazione nella realtà.

Ma cos’è uno spin qubit? Somiglia molto da vicino ai semiconduttori e ai transistor che si utilizzano oggi, spiega Intel in una nota. Lo spin qubit trasporta la potenza quantistica facendo leva sulla rotazione di un singolo elettrone su un dispositivo di silicone, e controllando il movimento con minuscoli impulsi microonde. “Gli elettroni possono ruotare in diverse direzioni – spiega Intel – quando l’elettrone gira gli si assegna il valore binario 0, quando si ferma l’1. Ma questi elettroni possono anche trovarsi in una ‘superposizione’, in cui possono teoricamente processare una mole grandissima di dati in parallelo, più velocemente di un computer classico”.

Rispetto ai qubits superconduttori, spiegano i ricercatori, gli spin qubits hanno il vantaggio di essere più piccoli e resistenti, e di poter funzionare a temperature più alte, e questo potrebbe agevolarne l’adozione a livelo commerciale, riducendo le controindicazioni e le criticità emerse nello studio e nella sperimentazione dei qubits superconduttori

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

FacebookTwitterLinkedInWhatsApp

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


FacebookTwitterLinkedInWhatsApp

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all’uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi