Come unire Application Modernization e Big data Strategy con l’Hybrid cloud

La modernizzazione delle applicazioni è necessaria per tutte le aziende che vogliono stare al passo con i volumi di dati tipici dell'era dei Big data [...]
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La trasformazione digitale sta portando innovazione in tutti gli ambiti che hanno a che fare con l’Information Technology. A questa rivoluzione non fanno eccezione le applicazioni aziendali, che sono state costruite nel corso del tempo – spesso con investimenti ingenti – per supportare processi di business interni e servizi esterni. Infatti le applicazioni classiche sono state costruite prima dell’avvento della diffusione del cloud a partire da infrastrutture di tipo legacy e sono di tipo monolitico, cioè complessivamente costruite come una singola unità, tanto da essere scritte con un unico linguaggio che affronta tutte le funzionalità dell’applicazione. In un contesto come quello attuale, in cui le aziende hanno una forte necessità di flessibilità, le applicazioni monolitiche presentano alcuni problemi particolarmente rilevanti: innanzitutto sono difficili da aggiornare, poiché per gli sviluppatori risulta complesso aggiungere funzionalità a causa del sovraccarico della complessità e delle sfide di integrazione. Inoltre le app monolitiche sono difficili e costose da scalare: questo comporta una difficoltà a raccogliere i grandi volumi di dati generati in tempo reale (Big Data) dall’esplosione di fenomeni come l’Internet of Things, anche perché i sistemi legacy tendono anche ad alimentare pool di dati frammentati in silos. Diventa dunque fondamentale per le imprese mettere in campo una strategia di Application Modernization (AM), ovvero di modernizzazione delle applicazioni che risiedono sui sistemi legacy. I vantaggi della modernizzazione possono essere riassunti nel miglioramento della velocità di consegna di nuove funzionalità, nella fruizione delle applicazioni esistenti da altri servizi tramite Api, ma anche nella ripubblicazione delle applicazioni da on-premise al cloud, soprattutto in un’ottica di maggiore scalabilità e nell’ottimizzazione delle prestazioni.

Il cloud ibrido a servizio di una moderna strategia Big data

Sempre più spesso la modernizzazione delle applicazioni si accompagna a una svolta di tipo infrastrutturale, nella direzione di un cloud ibrido, aperto e flessibile per progettazione, che offra ai clienti la libertà di scegliere e modificare ambienti, dati e servizi in base alle esigenze. In effetti, per tutta una serie di motivi (ad esempio di sicurezza e di compliance), un’organizzazione potrebbe non essere pronta a trasferire tutte le proprie applicazioni dai data center proprietari al cloud pubblico. Al contrario, la maggior parte delle aziende richiederà che porzioni dei propri dati e della propria infrastruttura rimangano all’interno del perimetro aziendale: esiste dunque la necessità di avere a disposizione un’architettura flessibile, che offra alle aziende una maggiore libertà di scegliere e modificare i propri ambienti e implementare servizi, funzionalità e nuove applicazioni più rapidamente
Di particolare rilevanza è che, durante il re-hosting dell’applicazione o il processo di ri-architettura delle applicazioni, è possibile integrare i dati legacy in un moderno framework per big data. L’implementazione di queste funzionalità in un ambiente cloud ibrido può rimuovere i limiti di archiviazione fissi legati al mondo legacy e consentire così le opportune analisi destinate a orientare le scelte di business. Infatti, la flessibilità e l’apertura del cloud ibrido consente di collocare i dati e il carico di lavoro analitico associato dove ha più senso in termini di esigenze aziendali. Messa in altri termini, quando le organizzazioni puntano su un modello ibrido riescono a ottimizzare i costi, le prestazioni e l’agilità, godendo anche della flessibilità di spostare i dati e i carichi di lavoro analitici tra l’ambiente privato e il cloud pubblico.

Appuntamento il 23 settembre con Time for Cloud

Sulla modernizzazione delle applicazioni è da tempo attiva un vendor come IBM, che propone una strategia fatta di step successivi che incorporano sempre l’analisi del ROI di ogni investimento, dunque con un impatto misurabile, che include i rischi di conformità e costi di migrazione e una maggiore velocità di distribuzione. In particolare, il portafoglio di prodotti e servizi di IBM Cloud è progettato per aiutare le organizzazioni a portare i propri processi aziendali e gli stati di applicazioni legacy nel cloud, sempre in ottica ibrida. Dell’importanza di una strategia ibrida in ottica di Application Modernization si parlerà in occasione di Time for Cloud, uno speciale evento streaming organizzato il prossimo 23 settembre da IBM. Nel corso dell’appuntamento, grazie al contributo di esperti e testimonianze concrete, le aziende avranno la possibilità di comprendere quale sia l’approccio giusto per modernizzare le proprie applicazioni, in maniera tale da rispondere anche alla sfida dei Big data.

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