Big Data e IoT: gli sviluppatori IBM hanno le ricette per gestire bene i dati - Big Data 4Innovation
FacebookTwitterLinkedInWhatsApp

Big Data e IoT: gli sviluppatori IBM hanno le ricette per gestire bene i dati

Miti Della Mura

Si chiamano letteralmente Recipes, ricette. E tali sono, per lo meno nella forma.
Sono dei tutorial, realizzati dalla community degli sviluppatori IBM sulle tematiche più diverse, da Linux ai Devops, dal Mobile ai Big Data.
Le ricette sono organizzate secondo uno schema comune: si aprono con una introduzione, si passa poi all’elenco degli ingredienti, per poi passare al procedimento passo passo, fino alle conclusioni finali.
E se è vero che IBM non ha parte attiva nello sviluppo di questi contenuti, è altrettanto vero che le sue tecnologie e i suoi strumenti giocano un ruolo da protagonisti.
Ad esempio, in ambito Big Data una ricetta spiega sia possibile utilizzare IBM DSX (vale a dire Data Science Experience, il repository di cui abbiamo parlato in questo servizio) per trasformare i dati provenienti da un archivio storico IOT, pubblicati dai dispositivi IoT connessi alla piattaforma IBM Watson IoT, in actionable insight.

Per poter sviluppare il progetto, è necessario disporre di un account Bluemix, di un accesso al servizio IBM Watson Internet of Things Platform su Bluemix, di accesso al servizio database Cloudant NoSQL DB service on Bluemix e di un accoount IBM DSX, oltre a conoscenze di base della piattaforma IBM Watson IoT Platform, di Cloudant  e Python.

Per maggiori approfondimenti su Big Data, Data Science e sul lavoro dei Data Scientist scarica il white paper

Al lavoro con i data scientist: una guida per cogliere le opportunità dei big data

Come si sviluppa il tutorial per associare Big Data e IoT

Di fatto, il tutorial spiega come importare i dati IoT in DSX e come da lì sia possibile  creare frame di dati e successivamente visualizzazioni e analisi iniziali dei dati del dispositivo.

La parte di data visualization è importante: per questo si parla di visualizzazione di integrità di ciascun dispositivo, con informazioni sul numero di rapporti inviati da ciascun dispositivo, il tipo di dispositivo e il tipo di evento, i dispositivi associati; di riepiloghi visivi; di filtraggio dei dati.
Sempre attraverso DSX è possibile rilevare e avvisare di potenziali anomalie.

Viene mostrato anche come ricavare valori soglia dai dati storici e come utilizzare questi valori per creare regole nella piattaforma IoT di Watson, così che gli utenti ricevano avvisi ogni volta che un dispositivo IoT associato a una regola pubblica una lettura al di fuori dei limiti di soglia configurati.

Tutte le procedure sono raccontate passo passo, mentre le schermate riprodotte lungo tutta la descrizione aiutano l’utente ad orientarsi nei menu e nei comandi.
Ecco lo schema proposto per il flusso e l’analisi dei dati.

Giornalista, da trent’anni segue le tematiche dell’innovazione tecnologica applicata ai modelli e ai processi di business.Negli ultimi anni si è avvicinata al mondo dell’Internet of Things e delle sue declinazioni in un mondo sempre più coniugato in logica smart: smart manufacturing, smart city, smart home, smart health.

FacebookTwitterLinkedInWhatsApp

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


FacebookTwitterLinkedInWhatsApp

Questo sito utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all’uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi