Smart city, un “alert system” per le calamità con i Big Data: Eit digital guarda al mercato europeo - Big Data 4Innovation
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Smart city, un “alert system” per le calamità con i Big Data: Eit digital guarda al mercato europeo

Antonello Salerno

Raccogliere e integrare tra loro i dati che provengono da ogni genere di fonti in città, individuare gli allarmi, definire il livello di rischio e informare in tempo reale le forze di sicurezza nel caso di disastri naturali o di attacchi terroristici. E’ ciò che offre il sistema “Smart safety in smart cities”, messo a punto nel 2017 da Eit digital coinvolgendo come partner Bt Italia, Comunica Italia, Fraunhofer Igd e Politecnico di Milano.

Il vantaggio principale di Alert System rispetto ad altre soluzioni presenti sul mercato, spiega Eit Digital –  è quello di ridurre significativamente il tempo che occorre per avvisare i cittadini. In media, ci vogliono 72 minuti per avvisare 100.000 persone. Con Smart safety in smart cities ci vogliono solo 11 minuti. Questo perché Alert System è in grado di utilizzare e integrare diversi canali: voce, testo, email, notifiche dell’app, post, firma digitale, streaming Internet, social media”.

Integrato con la piattaforma Bt Cloud Contact, che consente ad ogni persona dell’Emergency Response Team di operare ovunque e con qualsiasi dispositivo, il sistema può gestire i feedback e le richieste di auto: ogni volta che arriva un alert, questo viene certificato dalla piattaforma, che registra inoltre le richieste di soccorso e identifica la migliore soluzione per il salvataggio, integrando sensori IoT, open data, e algoritmi Big Data.

Tra i destinatari principali di questa tecnologia ci sono le agenzie di Protezione civile, le autorità locali e i grandi complessi industriali nelle aree urbane. Durante il 2017 il progetto è stato rivolto soprattutto all’Italia, con lo sviluppo tecnologico completato per 30 città e Firenze, Parma e La Spezia che stanno sperimentando Alert System.

“Nel 2018 – conclude Eit digital – l’obiettivo è l’industrializzazione della piattaforma e dei processi e il lancio europeo in 16 nazioni, comprese Olanda, Belgio, Francia, Svizzera, Regno Unito e Germania”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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