“L’addestratore di Robot”, tradizione e innovazione digitale si fondono in Sicilia

La storia narrata nel romanzo di Giuseppe Bordi i valori "antichi" dell'isola incontrano la tecnologica robotica dando vita a un thriller originale. Franco Celletti (TopNetwork): "Uno spunto per le nuove generazioni che si approcciano al mondo del lavoro con soluzioni innovative applicabili nella propria terra" [...]
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Descrivere una regione forte della sua identità, la Sicilia, ma proiettata verso un futuro di innovazione e legalità, in cui le nuove generazioni si realizzano con iniziative coraggiose e appaganti sia dal punto di vista lavorativo sia nel privato, e in cui le Istituzioni operano in un clima di collaborazione e scambio reciproco. E’ questo l’obiettivo di “L’addestratore di Robot”, romanzo scritto da Giuseppe Bordi nato dalla volontà di TopNetwork di ringraziare la regione Sicilia e tutte le sue istituzioni per l’accoglienza ricevuta nell’ambito di DATAFACTOR, progetto pensato per aiutare nella creazione di nuovi prodotti e servizi basati sulla Data Science che consentano la conversione dei dati in valore economico e sociale.  Le vicende narrate nel romanzo, disponibile su Amazon,  coinvolgono il territorio siciliano e in particolare la provincia di Agrigento, dove il passato si fonde col presente, e in cui la tecnologia più avanzata sposa la storia e il rispetto della cultura locale, dando luogo a un arricchimento reciproco. 

Come spiega nella postfazione Franco Celletti, Amministratore delegato di TopNetwork, “Il libro intende dare uno spunto alle nuove generazioni che si approcciano al mondo del lavoro con soluzioni innovative applicabili nella propria terra”. Infatti, il protagonista del romanzo, Rosario, a vent’anni trasforma la sua passione per la data science e per la tecnologia in un lavoro, munendo di Intelligenza Artificiale un rover di terra e un drone con cui crea nelle campagne intorno ad Agrigento un sistema virtuoso di coltivazione dell’uva per produrre un vino di alta qualità da esportare. Il consorzio offre lavoro a tanti ragazzi che non sono più costretti a emigrare. Presto, però, i vigneti subiscono pesanti danneggiamenti: le forze di polizia sospettano che la malavita voglia creare delle discariche abusive di materiali tossici nei pressi della suggestiva miniera di zolfo Ciavolotta, ma i robot di Rosario scoprono che dietro c’è qualcosa di diverso, sconosciuto e inaspettato.

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“Un invito alla riflessione sull’uso delle tecnologie digitali, sulla loro importanza nel processo di avanzamento e crescita della società, sulla esigenza di ripensare i percorsi educativi e professionali alla luce delle loro migliori potenzialità e della conseguente utilizzazione per il progresso della conoscenza e delle attività umane” così descrive la novella nella prefazione Roberto Lagalla, Assessore all’Istruzione e Formazione Professionale della Regione Siciliana, che aggiunge: “Un monito alle giovani generazioni e raccomandazione agli educatori: affinché questi ultimi indichino ai primi, con saggezza, la strada dell’innovazione e della cultura digitale, avvertendo sui pericoli e sugli abusi possibili della tecnologia e perché quelle stesse giovani generazioni trovino nel meditato approccio allo studio e ai nuovi saperi il senso compiuto del loro futuro”.

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