Il Distretto dell’Informatica pugliese apre la porta alle Startup

Le quasi 200 startup innovative pugliesi del settore IT avranno la possibilità di partecipare gratuitamente al Distretto e di confrontarsi con le aziende associate. [...]
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Il Distretto Produttivo dell’Informatica pugliese apre le porte all‘Open Innovation: per i prossimi tre anni le quasi 200 startup innovative pugliesi del settore IT avranno la possibilità di partecipare gratuitamente al Distretto e di confrontarsi con le aziende associate. Più nel dettaglio, il Distretto accoglierà le richieste delle startup innovative pugliesi delle tecnologie informatiche che rispondano ai requisiti indicati dal Ministero dello Sviluppo economico. Sono tre le startup che hanno già colto l’occasione: la barese ‘Ioagri’ ha realizzato una piattaforma informatica per aiutare gli imprenditori agricoli a monitorare la produttività e la resa economica delle attività colturali e a gestire l’azienda. ‘One Health Vision’ è la startup di Lecce attiva nel settore della sanità digitale che propone prodotti e servizi per il trattamento e la riabilitazione di numerose patologie e disturbi. La terza è ‘The Portal’ di Barletta che progetta e sviluppa tecnologie e software per la realtà virtuale con soluzioni utilizzabili contemporaneamente da più utenti.

L’idea nasce a seguito delle positive sperimentazioni che alcune imprese aderenti al Distretto hanno già avviato mettendo a disposizione di piccole realtà innovative spazi e know how. Si va da ‘IC406’ di Auriga, un campus con un programma di incubazione dedicato alle startup digitali dei settori fintech, smart cities, gaming, sharing economy, foodtech, all’esperienza maturata da Exprivia che ha incubato una startup pugliese e investito nel capitale di una realtà senese, mettendo a disposizione struttura, programmi di crescita e competenze. Iòl progetto rappresenta u’opportunità di crescita oltre che per le circa cinquanta imprese pugliesi associate, anche per tutti gli altri aderenti al Distretto (associazioni, consorzi, enti di ricerca e università regionali) che, in totale, esprime un fatturato complessivo superiore al mezzo miliardo di euro e oltre 5.000 addetti.

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«È ormai opinione comune – spiega Vincenzo Fiore, componente del Comitato di Distretto e responsabile delle iniziative dell’ambito ‘Startup e Open Innovation’ – che la condivisione dei saperi e l’apertura a professionalità e idee esterne alle imprese è il modo migliore per non perdere terreno nei processi di innovazione, diventati sempre più rapidi e complessi. A prescindere dalla forma che le collaborazioni con altre realtà possono assumere, è la contaminazione dei saperi la spinta che può permettere alle aziende di continuare a innovare senza dover far affidamento solo sulle proprie forze. Il Distretto ha deciso di lanciare questa call alle realtà innovative offrendo in cambio le competenze che le aziende associate con più esperienza possono offrire».

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