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Hyper Cloud Roma, nasce il quarto data center Aruba

Antonello Salerno

Nasce a Roma, all’interno del Tecnopolo tiburtino, il nuovo Hyper Cloud Data Center di Aruba, società specializzata nei servizi di data center, cloud, web hosting, e-mail, Pec e registrazione domini. La struttura nasce,si legge in una nota, per volontà della Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Roma, per ospitare realtà imprenditoriali tecnologicamente innovative e che, ad oggi, sono più di 130, e sarà completata entro la primavera 2020 per un investimento di circa 300 milioni di Euro in cinque anni.

Quello della Capitale è il quarto data center italiano di Aruba, che si aggiungerà ai due di Arezzo e a Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, inaugurato solo pochi mesi fa. I 4 data center nazionali sono parte di un più ampio network europeo che include anche Germania, Francia, Inghilterra, Repubblica Ceca e Polonia.

Il data center campus è progettato su un’area di 74mila metri quadrati (di cui oltre 52mila destinati a data center, e oltre 30mila alle sale dati, e rispetta i massimi standard di resilienza e qualità infrastrutturale, tanto che al suo completamento sarà certificato Rating 4 secondo lo standard Ansi/Tia 942-A. Oltre ad essere collegato alle principali dorsali internet, disporrà di interconnessioni multiple con il campus di Arezzo  e con Global Cloud Data Center.

Il data center potrà raggiungere la potenza di 66 MW di potenza, prodotta al 100% da fonti rinnovabili. Sarà completamente ecologico grazie all’uso di energia rinnovabile certificata a livello europeo tramite Garanzia di Origine (Certificazione GO), alla quale si aggiunge l’autoproduzione di energia fotovoltaica e l’uso di sistemi di raffreddamento ad efficienza ottimizzata (free-cooling).

Con questo ulteriore investimento, spiega la società, Aruba intende diventare il principale punto di riferimento nell’ambito dei servizi e soluzioni di data center – fisiche e in cloud – per le imprese, la PA centrale, gli Enti locali e il settore del banking e finance, grazie ad un’offerta infrastrutturale che sfrutterà la distribuzione dei suoi data center, con il vantaggio di servire da vicino tutti i soggetti, siano essi al nord, al centro o al sud Italia.

“Siamo orgogliosi di annunciare questo progetto, parte essenziale dello sviluppo della nostra rete nazionale di data center – afferma Stefano Cecconi, Ad di Aruba – Il nostro obiettivo è da sempre quello di rispondere alle esigenze dei nostri clienti, lo abbiamo già fatto meno di un anno fa creando Global Cloud Data Center vicino a Milano per andare incontro al bacino d’utenza del nord Italia e dell’Europa Centrale, offrendo un polo tecnologico il cui successo ha superato di gran lunga le aspettative. Per questo, ora vogliamo fare lo stesso con Hyper Cloud Data Center di Roma, per dare risposta alle necessità del settore pubblico e delle aziende del centro e sud Italia”.

“La scelta di Aruba di creare un nuovo data center a Roma è molto importante soprattutto per due aspetti – sottolinea Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma – da un lato inverte la tendenza che ha visto alcune grandi aziende spostare la propria sede centrale o addirittura abbandonare del tutto la Capitale. Questa volta, invece, una società leader nel suo settore in Italia e di respiro internazionale investe ingenti risorse sul nostro territorio con indubbie ricadute positive su occupazione e imprese e, dunque, sul benessere di tutta la comunità. Dall’altro lato Aruba, scegliendo il Tecnopolo Tiburtino come nuova sede del suo progetto, premia l’impegno e la visione della Camera di Commercio di aver creato delle infrastrutture all’avanguardia e di aver avviato, ormai da anni, un percorso strategico sulla strada dello sviluppo digitale e dell’innovazione”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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