Eni “regina” dei supercomputer: per i Big Data adotta il nuovo Hpc4 - Big Data 4Innovation
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Eni “regina” dei supercomputer: per i Big Data adotta il nuovo Hpc4

Antonello Salerno

Con l’avvio del nuovo Hpc4 l’infrastruttura di calcolo di Eni è la più potente al mondo in campo industriale. La società dell’oil&gas ha “acceso” nei giorni scorsi il nuovo supercalcolatore all’interno del proprio green data center di Ferrera Erbognone. Da solo il nuovo arrivato ha una performance di picco di 18,6 petaflop, che porta tutta l’infrastruttura a una disponibilità di potenza dipicco complessiva di 22,4 Petaflop, cioè 22,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo.

Hpc4 è fornito da Hewlett Packard Enterprise (Hpe) ed è costituito da 1.600 nodi Hpe ProLiant DL380, ognuno costituito da 2 processori Intel 24-core Skylake (per un totale di oltre 76,000 cores) e 2 acceleratori Gpu Nvidia Tesla P100. I nodi sono connessi attraverso una rete ad alta velocità Edr Infiniband. Il sistema Hpc4 sarà affiancato da un sistema di archiviazione di 15 Petabytes ad alte prestazioni

“Se si prendono a riferimento i valori riportati nella classifica Top500 dei supercomputer più potenti al mondo pubblicata a novembre 2017 – spiega Eni in una nota – il sistema di supercalcolo di Eni si collocherebbe tra i primi dieci al mondo, primo tra i sistemi non-governativi e non-istituzionali.

I supercalcolatori Hpc3 e Hpc4, entrambi ospitati nel Green Data Center, vengono utilizzati come “supporto strategico” per la trasformazione digitale del gruppo lungo tutta la catena del valore, dall’esplorazione e sviluppo dei giacimenti alla gestione dei ‘big data’ generati dagli asset produttivi.

Una infrastruttura per la gestione dei Big Data, degli analytics e delle simulazioni

L’infrastruttura di calcolo di Eni, spiega l’azienda, funziona sulla base di un unico ecosistema di algoritmi estremamente avanzato e complesso, creato, sviluppato e di proprietà di Eni, e basato sull’esperienza e sul know how della compagnia.  HPC4, in particolare, consentirà per le attività upstream l’esecuzione e l’evoluzione degli algoritmi dedicati all’imaging geofisico tridimensionale, alla modellizzazione dei sistemi petroliferi, e all’elaborazione di modelli sofisticati di simulazione di giacimento e di ottimizzazione degli impianti produttivi.

“Gli investimenti dedicati al potenziamento delle infrastrutture di supercalcolo e allo sviluppo di algoritmi rappresentano una parte importante del processo di trasformazione digitale di Eni – afferma Claudio Descalzi, Ad di Eni – Possiamo elaborare e stoccare enormi quantità di dati per l’imaging geofisico,  la modellizzazione di sistemi petroliferi e di giacimento e altresì utilizzare  algoritmi predittivi e di cognitive computing per tutte le nostre attività di business .Queste tecnologie ci consentono da una lato di accelerare e rendere più efficiente e accurato l’intero processo upstream, riducendo i rischi nella fase esplorativa e guadagnando al contempo un notevole vantaggio tecnologico, ma anche di aumentare il livello di affidabilità, integrità tecnica e continuità operativa di tutti i nostri impianti, con benefici sia in termini di sicurezza che di impatto ambientale. Per la nostra industria è sempre più vitale poter elaborare una quantità di dati in continua crescita – conclude – garantendo risultati sempre più accurati e in tempi rapidi: con Hpc4 stiamo tracciando la strada dell’utilizzo di supercalcolatori di potenza exascale nel mondo dell’energia, sistemi che potrebbero rivoluzionare le modalità di gestione delle attività oil&gas. In linea con il nostro impegno per la sostenibilità, HPC4 è stato sviluppato in modo da ottenere il massimo livello di efficienza energetica. Inoltre, lo stesso Green Data Center che già utilizza tecnologie innovative per ridurre al minimo le emissioni di CO2 e i costi operativi”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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