Enea, infrastrutture critiche “blindate” grazie ai big data di Obserbot - Big Data 4Innovation
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Enea, infrastrutture critiche “blindate” grazie ai big data di Obserbot

Antonello Salerno

Oltre ai più sofisticati sistemi di cybersecurity che mettano al sicuro da intrusioni informatiche e attacchi terroristici sferrati via Internet, la sicurezza delle infrastrutture critiche – come la rete dei trasporti, dell’elettricità o dell’acqua – può essere assicurata anche da un monitoraggio attento e in tempo reale di ciò che succede online, social network compresi. Tutto questo grazie all’acquisizione e all’analisi dettagliata dei big data. E’ la tesi del team di ricercatori Enea che ha sviluppato “Obserbot”, (Observer + Robot), che offre la possibilità di acquisire ed elaborare in automatico tutte le informazioni circolanti sul web rispetto ai danni subiti dalle infrastrutture critiche per via di malfunzionamenti, guasti o attacchi informatici.

Per Enea l’osservazione include anche i dati social, le agenzie stampa e i blog

Il sistema è stato presentato nei giorni scorsi a Roma durante il convegno “Big Open data analysis”. “Si tratta di un software in grado di osservare in maniera totalmente automatizzata la rete grazie alla potenza della nostra infrastruttura di calcolo EneaGrid/Cresco e alla rete nazionale a banda ultralarga Garr – afferma Vittorio Rosato, responsabile del Laboratorio Enea di Analisi e protezione delle infrastrutture critiche – Tra le novità la possibilità di acquisire i dati anche da social network, agenzie di stampa e blog. L’analisi di queste informazioni è molto delicata perché queste fonti richiedono una verifica approfondita del contenuto ma restituiscono una conoscenza diretta dello stato delle infrastrutture grazie alle informazioni messe in rete dagli utenti stessi, il cosiddetto fenomeno del crowdsourcing. In questo modo – conclude – inauguriamo anche un nuovo modo di ascoltare i cittadini e di renderli proattivi nel favorire la sicurezza e la protezione della collettività e dei servizi essenziali”.
“Grazie ad Obserbot – aggiunge Gregorio D’Agostino, ricercatore Enea e team leader dello sviluppo del software –  ora siamo in grado di individuare gli influencer, ossia quelle persone che più di altre contribuiscono alla formazione delle opinioni e degli interessi generali, e di misurare la tendenza dei navigatori virtuali ad essere influenzati”.

La collaborazione con la Boston University

Gli studi che hanno portato alla realizzazione di Obserbot sono stati condotti in collaborazione con la Boston University, e si basano sulla “temperatura della lingua”, la frequenza di ripetizione delle parole nei testi, che consente di avvicinare l’analisi automatica di un messaggio a criteri più “umani” nel processo di individuazione delle informazioni.

Sulla base di questa tecnologia il team Enea ha messo a punto una piattaforma in continua espansione, che raccoglierà le informazioni su incidenti e blackout alle infrastrutture critiche pubblicate online dagli internauti, classificandole secondo criteri elaborati a livello europeo insieme al centro di ricerca olandese Tno per tipologia di evento, infrastruttura coinvolta, località interessata, tempistica e danni.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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