Come può un’azienda acquisire una buona conoscenza dei dati

Data Literacy Blueprint, creata con Accenture, delinea sette principi chiave che dovrebbero essere presi in considerazione lungo il percorso. [...]
Paul Barth

Global Head of Data Literacy di Qlik

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Definita da Gartner la seconda lingua del business, l’alfabetizzazione dei dati, ovvero la capacità di leggere, analizzare, lavorare e comunicare con i dati, sta rapidamente diventando una competenza sia importante da possedere a livello personale che fondamentale per il futuro del business guidato dai dati.

Infatti, entro il 2030, l’alfabetizzazione dei dati sarà la competenza più richiesta: l’85% dei dirigenti, infatti, afferma che in futuro sarà fondamentale quanto la capacità di usare un computer. Per quale motivo? Perché un’azienda che conosce i dati è più agile, preparata e innovativa. Inoltre, è importante per la soddisfazione e la fidelizzazione dei dipendenti. Il 35% dei dipendenti ha cambiato lavoro solo negli ultimi 12 mesi perché il datore di lavoro non offriva sufficienti opportunità di aggiornamento e formazione.

Comprendere il livello di alfabetizzazione dei dati dell’organizzazione

Tuttavia, per creare una forza lavoro con le giuste competenze sui dati non basta inviare i dipendenti a un paio di corsi di formazione. L’alfabetizzazione dei dati riguarda sia il cambiamento dell’approccio nel confronto dei dati sia l’apprendimento stesso. È necessario, quindi, un cambiamento di mentalità a livello individuale e aziendale: solo agendo in questo modo sarà possibile raggiungere uno stato in cui le persone sappiano analizzare e mettere in discussione attivamente i dati che hanno di fronte, al fine di ottenere intuizioni in tempo reale e decisioni più decisive per l’azienda.
Questo cambiamento non avverrà e non dovrebbe avvenire dall’oggi al domani. Un buon punto di partenza è capire quale sia il livello di alfabetizzazione attualmente presente nella vostra organizzazione. Se si considera che oltre la metà dei dirigenti aziendali ritiene che la propria forza lavoro sia fiduciosa nelle competenze di data literacy, mentre solo l’11% dei dipendenti è pienamente fiducioso in quest’area, è evidente il divario tra ciò che ci si aspetta e la realtà della situazione.

Sette principi chiave per la data literacy

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Una volta compreso come muoversi nel mondo dei dati, si tratta di decidere in che modo instaurare una cultura della curiosità, del problem solving collettivo, delle domande coerenti e della verifica delle intuizioni per ogni decisione aziendale. Per aiutare le organizzazioni a raggiungere il successo nell’alfabetizzazione dei dati, la Data Literacy Blueprint, creata con Accenture, delinea sette principi chiave che dovrebbero essere presi in considerazione lungo il percorso.

  1. Promuovere una cultura aziendale basata su umiltà intellettuale e curiosità. Come già accennato, l’alfabetizzazione ai dati non significa solo imparare ad analizzarli e a lavorarci. Si tratta anche di sviluppare competenze non tecniche come la curiosità, il pensiero critico, la creatività e la collaborazione per acquisire prospettive diverse e mettere in discussione le proprie ipotesi sui dati. Quindi, quando un’azienda abbraccia l’alfabetizzazione dei dati, abbraccia anche una cultura della curiosità e dell’umiltà intellettuale in cui non sempre è la persona più anziana nella stanza a prendere una decisione.
  2. Mettere in pratica la formazione. Per ridurre l’investimento complessivo, la formazione virtuale e i corsi online possono essere combinati con programmi guidati da un esperto di settore in persona per creare una comunità di “studenti” che condividono le proprie idee e si incoraggiano a vicenda. È importante che i dipendenti siano messi in condizione di poter mettere in pratica quanto appreso e di utilizzare le loro competenze quotidianamente, indipendentemente dal loro livello o dal loro ruolo. Ciò include anche sensibilizzare i dipendenti a diventare sempre più attenti e informati sull’utilizzo dei dati nella loro vita personale.
  3. Coinvolgere tutti. Le aziende devono puntare a mettere ogni dipendente, dallo stagista all’amministratore delegato, in condizione di utilizzare i dati per prendere decisioni. Sebbene vi sia l’errata percezione che per essere alfabetizzati sui dati sia necessario un dottorato o un ruolo prettamente dedicato all’uso dei dati, la verità è che chiunque abbia le giuste competenze e la giusta mentalità può imparare. Il trucco consiste nel mantenere le cose semplici, comunicare i vantaggi dell’alfabetizzazione dei dati e celebrare i progressi.
  4. Concentrarsi sui risultati. Il primo passo per utilizzare efficacemente i dati è capire e avere chiaro il problema che si vuole risolvere. In questo modo è possibile esplorare, analizzare e ascoltare in modo più efficace le informazioni che vi aiuteranno a trovare la soluzione. Ad esempio, il vostro team di vendita potrebbe raccogliere molte informazioni che non utilizza. Si tratta di una chiara opportunità per migliorare le competenze del team e fornire loro l’accesso alle informazioni, in modo che possano iniziare a sfruttare al meglio i dati.
  5. Misurare l’impatto. Il valore reale di un’organizzazione con un’alfabetizzazione dei dati si vedrà solo dopo alcuni anni, durante i quali l’azienda si impegnerà ad attuare i cambiamenti nei processi e nella cultura aziendale. Questo rende difficile dimostrare un ROI immediato. Tuttavia, il monitoraggio della soddisfazione e della fidelizzazione dei dipendenti può fornire analisi misurabili a breve termine, così come i livelli di coinvolgimento nella formazione attraverso il numero di presenze e i sondaggi e, naturalmente, le prove di cambiamento del comportamento. Sul lungo periodo, invece, si possono considerare le metriche relative alla crescita del fatturato, al risparmio di tempo e alla riduzione dei costi.
  6. Adottare un approccio sistematico. Un approccio sistematico allo sviluppo dell’alfabetizzazione dei dati, che riconosca il modo in cui le diverse parti dell’organizzazione lavorano insieme per supportarsi a vicenda, collegherà maggiormente i team e mostrerà come l’alfabetizzazione dei dati possa rendere il loro lavoro e rafforzare l’azienda. Ad esempio, collegando i creatori e i consumatori di dati con l’organizzazione. La chiave è aprire le conversazioni tra i diversi reparti e incoraggiare la collaborazione.
  7. Investire in una tecnologia che soddisfi le esigenze aziendali. Non lasciatevi trascinare dalle ultime innovazioni e dalle mode tecnologiche. Piuttosto, fate coincidere gli investimenti tecnologici con i processi e gli obiettivi della vostra azienda e assicuratevi che l’esperienza dell’utente sia in grado di soddisfare le esigenze e le capacità di coloro che serviranno.

La struttura di un’azienda che si avvale dell’alfabetizzazione dei dati

Il percorso verso l’alfabetizzazione dei dati non è lineare e sarà quindi diverso da azienda ad azienda. Ciò che però tutte le organizzazioni che cercano di diventare alfabetizzate sui dati dovrebbero condividere è l’obiettivo di creare un ambiente in cui tutti siano autorizzati a pensare in modo diverso, a utilizzare i dati per ottenere nuove intuizioni e prendere decisioni più intelligenti, a promuovere la curiosità, l’umiltà intellettuale e il processo decisionale basato sui dati. Raggiungendo questo obiettivo, i dati diventeranno una lingua che voi, la vostra azienda e i vostri dipendenti impareranno a conoscere.

 

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