Big Data, ora gli analytics diventano opere d’arte - Big Data 4Innovation
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Big Data, ora gli analytics diventano opere d’arte

Dai big data possono nascere anche opere d’arte contemporanea. Che, al di là della piacevolezza estetica, possono aiutare le aziende a visualizzare in un’immagine i punti critici all’interno della propria organizzazione, e quindi a trovare il rimedio migliore. E’ la scommessa di Teradata, azienda specializzata in soluzione per la gestione e analisi dei dati, partner in questo campo di Ibm, che ha ideato e sta sperimentando con i propri clienti il progetto “Art of Analytics”.

Si tratta, in concreto, di un modo creativo per far entrare in contatto e interagire tutte le persone che all’interno di un’azienda sono interessate e hanno bisogno di accedere alle analisi dei dati: la platea si sta infatti progressivamente estendendo, e non comprende piàù soltanto i professionisti degli analytics, ma si estende ad altri team aziendali meno formati tecnicamente anche tra gli C-level. La visualizzazione artistica, questa la tesi di Teradata, può essere utile per creare un terreno comune tra questi team attraverso l’applicazione di tecniche analitiche multi-genere avanzate.

I risultati analitici, in pratica, diventano  immagini che mostrano le relazioni causali all’interno dei dati, “rendendo così più facile per qualsiasi fruitore – spiega Teradata in un nota – identificare schemi in grado di guidare a soluzioni concrete da applicare ai problemi che un’azienda sperimenta nel mondo reale”.

Per chi fosse portato allo scetticismo, la società, che lavora fianco a fianco con Ibm nella business intelligence, nei data analytics e nelle analisi predittive, ha anche creato una gallery delle opere d’arte prodotte finora con questo progetto, che riportano i migliori casi di successo, quelli cioè da queste rappresentazioni sono nate intuizione che hanno effettivamente avuto un impatto sul business.

 

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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