Cybersecurity e risk management, nuove adesioni alla “charter of trust” - Big Data 4Innovation
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Cybersecurity e risk management, nuove adesioni alla “charter of trust”

Antonello Salerno

Sono The Aes Corporation (distribuzione e generazione di energia), Atos (specializzata nella trasformazione digitale) ed Enel (la più grande utility integrata d’Europa) le tre società che hanno annunciato il loro ingresso nella Charter of trust promossa da Siemens e da altri otto membri fondatori (Airbus, Allianz, Daimler, Ibm, Msc, Nxp, Sgs e Deutsche Telekom) e presentata alla conferenza sulla sicurezza di Monaco il mese scorso. L’obiettivo dell’iniziativa è dare basi solide al percorso di trasformazione digitale che la società, singoli cittadini, aziende e istituzioni, stanno attraversando. In termini di sicurezza informatica e di risk management, perché senza fiducia e senza sicurezza non può esserci digital transformation. Tre gli obiettivi principali della carta: proteggere i dati di individui e aziende; prevenire danni alle persone, aziende e infrastrutture e costituire una base affidabile dove la fiducia in un mondo digitale e connesso possa mettere radici e crescere.

Nei giorni scorsi la Charter of trust è stata presentata ala Conferenza CERAWeek 2018 di Houston, in Texas, incentrata proprio sulla cybersecurity, dal momento che l’energia è il segmento di mercato più attaccato nell’ambito delle infrastrutture critiche americane.

“La cybersecurity è il tema più importante della sicurezza dei nostri tempi – afferma Joe Kaeser, Ceo di Siemens AG – Siemens lavora con partner chiave nell’industria, nel governo e nella società per fare in modo che la Charter of Trust renda il mondo digitale più sicuro. Le opportunità legate alle trasformazioni in atto nell’ambito delle imprese e della società possono trovare una loro completa realizzazione se tutti abbiamo la certezza dei nostri dati e dei sistemi connessi”.

“La missione di Aes è di migliorare la qualità della vita fornendo soluzioni energetiche sicure, affidabili e sostenibili – afferma Andrés Gluski, presidente e Ceo di The AES Corporation I nostri successi derivano dalla capacità di adattamento e questo comprende l’uso di nuove tecnologie. Un attacco informatico ben assestato potrebbe avere un impatto sulla nostra capacità di fornire elettricità e una violazione dei dati avrebbe ripercussioni negative sui nostri collaboratori, clienti e partner”.

Atos è fortemente impegnata nella digitalizzazione di tutte le aree dell’economia  -aggiunge Thierry Breton, presidente e Ceo di Atos La sicurezza informatica è un fattore determinante e abilitante per questa transizione. Lavorando a stretto contatto con Siemens siamo stati in grado di sviluppare congiuntamente soluzioni digitali come il centro operativo per la sicurezza migliore della categoria e la gestione identità e accessi per l’impresa e l’IoT, o gli analytics per la sicurezza prescrittiva basati sull’intelligenza artificiale”.

“La cooperazione è un fattore chiave per prevenire e gestire in modo efficace i rischi informatici – conclude Yuri Rassega, Enel Group Chief information security officer  Nel mondo di oggi, la tecnologia sta diventando sempre più dirompente, rendendo le minacce informatiche che tutti noi affrontiamo più frequenti e sofisticate. Negli anni passati Enel ha lavorato per adottare una visione sistemica che prende in considerazione i driver di business e gli obiettivi di protezione specifici per i sistemi di Information Technology (IT), Operational Technology (OT) e Internet of Things (IoT), definisce una strategia basata sul rischio e indirizza un modello “cyber security by design”, aumentando la resilienza delle infrastrutture e delle applicazioni per affrontare le minacce e i rischi informatici. Con la firma del Charter of Trust per un Mondo Digitale Sicuro, formalizziamo il nostro impegno verso un approccio sempre più coordinato alla cyber security, mettendo a fattor comune le informazioni e condividendo i dati in tempo reale”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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