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Il lavoro del futuro: AI e robotica, ma con l’uomo al centro

Antonello Salerno

L’innovazione tecnologica non è una minaccia, ma uno strumento grazie al quale sarà possibile migliorare la qualità del lavoro. Sono all’insegna dell’ottimismo i risultati dell’ultima ricerca di Ricoh sulle prospettive del mondo del lavoro, “The future of work”, che indaga sulla percezione presso i dipendenti delle aziende europee di tecnologie come l’intelligenza artificiale e la robotica. 

Secondo il 54% del campione Ai e robot sono un ingrediente che aiuterà le persone a lavorare in modo più efficace, mentre l’uomo sarà destinato a rimanere al centro di questa trasformazione degli ambienti. 

Secondo quasi tra dipendenti su quattro, inoltre, per la precisione il 72%, la tecnologia avrà il compito principale di automatizzare le attività ripetitive e occupano più dispendio di tempo, lasciando così agli “umani” la possibilità di dedicarsi ad attività e progetti a maggiore valore aggiunto.

“Le tecnologie, come ad esempio la robotica, non si limitano a permettere ai dipendenti di concentrarsi su attività più importanti, ma cambiano il modo in cui le persone interagiscono tra loro aumentando la creatività – commenta David Mills, Ceo di Ricoh Europe – Si tratta dunque di una grande opportunità per migliorare collaborazione e interazione”. 

Sempre a proposito di d’opportunità che vengono dalla tecnologia, la ricerca evidenzia come il 78% si aspetta che la propria azienda li supporti con strumenti e soluzioni grazie ai quali collaborare meglio con i propri colleghi, indipendentemente dal luogo in cui si trovano. 

“Le persone continueranno a svolgere un ruolo fondamentale nei processi – aggiunge Mills – Infatti, il rapporto tra uomini e macchine è vincente solo se le persone sono correttamente coinvolte fin dall’inizio nelle nuove modalità operative”. 

Ma quai sono gli investimenti migliori sulle tecnologie che un’azienda possa fare? Secondo il 69% del campione della ricerca e aziende migliori siano quelle che investono in tecnologie digitali per sviluppare le competenze delle persone, mentre il 60% degli intervistati ha fiducia nel fatto che la propria organizzazione investirà in innovazione per rispondere alle esigenze del workplace del futuro. 

Tra il dire e il fare, però, il solco è ancora profondo. Così secondo la ricerca solo poco meno di un dipendente su tre afferma che la propria azienda abbia intrapreso una direzione specifica e abbia messo in campo una strategia per l’innovazione. 

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