Skill shortage

Competenze digitali, ecco i profili IT più richiesti dalle aziende

Secondo Tech Cities 2022, le aziende stimano una crescita del +36% di inserimenti nel primo trimestre 2022. Allo stesso tempo, tuttavia, in Italia la carenza di competenze digitali arriva al 76%. Ecco i professionisti più richiesti [...]
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I cacciatori di teste in azienda cercano profili IT. Secondo Tech Cities 2022, le competenze più richieste spaziano dal cloud ai dati, dalla sicurezza informatica ai developer.

L’accelerazione nella trasformazione digitale post-pandemia sta infatti spingendo le aziende a cercare professioniti IT. Ecco quali.

I profili IT più gettonati in azienda

Dalla ricerca Tech Cities 2022, condotta da Experis di ManpowerGroup, i profili più ricercati e con le retribuzioni maggiori sono quelli che rispondono alle esigenze nate dalla trasformazione digitale in atto.

Si tratta di figure professionali la cui retribuzione media è fra i 25-30mila euro per un ruolo junior e i 40-60mila euro di un senior.

Infatti, i professionisti del mercato digitale più richiesti in azienda sono:

  • gli esperti del cloud;
  • i professionisti della cybersecurity;
  • i data scientist e gli specialisti di big data;
  • gli sviluppatori Java;
  • devops engineer;
  • full stack developer.

I profili nel dettaglio

Il Cloud developer è colui che realizza l’architettura del cloud nel contesto dei bisogni e delle caratteristiche della realtà a cui è destinato, occupandosi anche di monitoraggio dei risultati e degli aspetti gestionali.

A livello geografico, la provincia di Milano (36,1%) è al primo posto per la ricerca di questi professionisti, seguita da Roma (22,7%) e Torino (14,4%).

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Il full stack developer è il profilo che si adatta alle diverse fasi di un piano di sviluppo ed è in grado di gestire e orchestrare un progetto in maniera coordinata e a 360 gradi. Oltre la metà delle offerte di lavoro per questa figura provengono dalle province di Milano (37%) e Roma (28%), seguite da Torino (12%).

Data scientist, data architect, big data specialist ovvero le figure del mercato dei dati sono coloro che analizzano e organizzano grandi moli di dati, estraendone valore, rendendoli utilizzabili anche ai non addetti ai lavori.

Oltre il 70% delle offerte di lavoro riguardano le province di Milano (52,9%) e Roma (20,4%).

Un profilo molto gettonato è il Java developer ovvero una figura specializzata nella programmazione in Java, tra i linguaggi di programmazione più popolari.

Oltre la metà delle offerte per questi professionisti arrivano da Milano (36,5%) e Roma (28,8%).

Altre figure emergenti sono gli esperti di sicurezza informatici: cyber security consultant, penetration tester, hacker etici.

Sono i professionisti adibiti alla prevenzione, individuazione delle cyber minacce e reazione contro eventuali attacchi informatici. Metà delle offerte di lavoro per queste figure si focalizza nella provincia di Milano.

Infine, tra le figure emergenti spicca il devops engineer, il professionista che fa da ponte fra dipartimenti differenti, garantendo sinergia e complementarità nel lavoro. La maggior parte delle offerte professionali provengono dalle province di Milano (37%) e Roma (27%), seguite da Padova (10%).

Lo studio di Tech Cities 2022

La ricerca ha messo in luce anche l’esigenza di riequilibrare domanda e offerta nel mercato IT. Infatti, le aziende stimano una crescita del +36% di inserimenti per il comparto digitale nel primo trimestre 2022. Allo stesso tempo, tuttavia, in Italia la carenza di competenze digitali arriva al 76%.

Dallo studio, le imprese devono superare i propri pregiudizi nei confronti dello smart working per attirare talenti.

Il 39% dei datori di lavoro ancora oggi è legato al lavoro sempre in presenza, mentre il 57% è incline a concedere il lavoro da remoto. Di questi però soltanto il 9% prevede di concederlo al 100%.

Questa scarsa propensione al remote working rende meno attrattive certe aziende per i profili IT che hanno un’alta mobilità – il tempo medio di permanenza in azienda è poco più di un anno – e per i quali la modalità di lavoro in smart working li rende meno inclini a cambiare azienda.

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