Intelligenza Artificiale al servizio del DigitalRestart grazie al nuovo AI Hub Microsoft

Nasce nell'ambito del Piano di rilancio Ambizione Italia e al servizio del DigitalRestart il centro dedicato all'Artificial Intelligence a supporto delle imprese che intendono sperimentare e avviare progetti AI nel segno dell'Open Innovation, grazie a una rete di partner e con una serie di soluzioni basate sul Cloud Microsoft [...]
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Sergio Romoli, Direttore della Divisione Cloud & Enterprise di Microsoft Italia

Nasce nel segno del “fare”, di una collaborazione basata su ecosistemi e per mettere l’Intelligenza Artificiale sempre di più al servizio della ripresa e del rilancio delle aziende italiane. Microsoft lancia il nuovo Ai Hub con il quale conferma ulteriormente il proprio impegno in termini di investimenti annunciato in occasione del Piano di rilancio Ambizione Italia con il programma DigitalRestart. A questo proposito ricordiamo che Microsoft ha annunciato lo scorso novembre, sempre nell’ambito di questo stesso piano una ambiziosa e importante Alleanza per la Sostenibilità e l’investimento destinato alla creazione della prima Region Datacenter, oltre a iniziative come l’Alleanza per lo Smartworking, il supporto alle PMI e la formazione digitale agli studenti. Il tutto nel segno di un impegno che per la società guidata da Silvia Candiani prevede investimenti per 1,5 miliardi di dollari di investimento da destinare in tecnologie, formazione e progetti per sostenere il rilancio e la trasformazione digitale del nostro Paese.

Il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale

Sergio Romoli, Direttore della Divisione Cloud & Enterprise di Microsoft Italia spiega il contesto e lo scenario nel quale si colloca questa nuova iniziativa. Per l’Intelligenza Artificiale si prevede una crescita del 20% a livello mondiale e nello stesso tempo per l’Italia si trova  vivere un momento in cui è fondamentale ripensare le prospettive del paese in chiave di lungo termine in chiave di digitalizzazione e – come sottolinea Romoli – è fondamentale oggi farlo con la chiara volontà e l’intenzione di passare dal dire al fare. In questo scenario e con questo atteggiamento l’Intelligenza Artificiale può fare tanto, ma occorre creare le condizioni affinché l’AI possa effettivamente aiutare le imprese in questo restart o in questo cambio di passo. Romoli cita uno studio Microsoft-KRC Research dal quale emerge che arrivano al 28,2% le aziende che hanno integrato l’Intelligenza Artificiale nella propria strategia, mentre sono a quota 38,8% quelle che lo stanno valutando. Appare poi particolarmente significativo vedere che qualcosa come il 96,5% del top management delle aziende più attive sull’AI dichiari di averne apprezzato il valore a livello di business. Dati che dicono quanto il terreno sia fertile, che le prospettive ci sono, ma occorre aiutarle a prendere la giusta direzione e permettere, a chi sceglie di investire in AI di avere il giusto supporto, delle roadmap chiare e di calcolare i risultati concreti che l’AI può portare nelle imprese.

L’AI al servizio della trasformazione del dato in prodotti e servizi

Per spiegare il ruolo che può svolgere l’Ai e il supporto di cui hanno bisogno le aziende Romoli richiama una copertina di The Economist del maggio 2017 che titolava: “The World’s most valuable resourcedata and the new rules of competition“. Se è vero ed è vero che i dati sono il nuovo petrolio “ecco che  – sottolinea – l’Intelligenza Artificiale è la nuova raffineria che permette di lavorare il “crude oil” dei dati per trasformarlo in nuovi prodotti, nuovi servizi e nuovi modelli di business”.

In altre parole e per tornare al concetto iniziale: “C’è tanto da fare” e servono strutture adeguate. “per questo – prosegue – Microsoft ha deciso di lanciare il nuovo Microsoft AI Hub, una operazione che nasce nel segno della concretezza e dello sviluppo di ecosistemi”. Romoli sottolinea che questa operazione intende mettere a valore l’expertise di diversi partner con elevate competenze e specializzazione allo scopo di supportare le imprese e le organizzazioni italiane a realizzare progetti di Intelligenza Artificiale anche per attuare e supportare progetti sperimentali.

La logica degli ecosistemi nasce anche in questo caso dalla volontà di mettere assieme il patrimonio di competenze e specializzazioni che può arrivare dai tanti attori del mondo digitale che collaborano con Microsoft unitamente alle relazioni con il mondo universitario, con le startup, con i centri di ricerca e  naturalmente con le istituzioni

Focus sui progetti, sulla sperimentazione e sulla formazione in un’ottica da ecosistema

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Il punto di chiave di questa operazione è racchiuso in due grandi obiettivi: accelerare la prototipazione di progetti di Intelligenza Artificiale per aiutare le imprese a raggiungere nuove forme di competitività e mettere a disposizione servizi di formazione per sostenere questa trasformazione. E va poi ricordato il ruolo che può svolgere, anche sul piano economico, l’Intelligenza Artificiale per la crescita del Paese. In questo senso una indicazione arriva da uno studio secondo il quale la crescita del fatturato delle aziende che adottano progetti di AI è del 3% maggiore rispetto alla media delle aziende dei rispettivi settori. Guardando poi ai settori il Microsoft AI Hub focalizza il proprio impegno primariamente su sei ambiti particolarmente significativi per il Made in Italy come il mondo manifatturiero, la sanità, il mondo energy, il finance e le infrastrutture. Dal punto dal vista delle partnership l’AI Hub parte con una serie di collaborazioni che vedono l’impegno di Accenture, Alterna, Altitudo, beanTech, Capgemini, DataSkills, Factory Software, Hevolus Innovation, Iconsulting, Integris, NTT DATA, Porini, Sopra Steria e 4ward. Ma Romoli sottolinea che l’iniziativa nasce con un forte spirito di apertura che viene rivolto anche ad altri soggetti che intendono lavorare per la diffusione dell’Intelligenza Artificiale nel nostro paese. Nello specifico poi va evidenziato che l’operazione parte in un periodo che “impone” per certi aspetti una modalità di relazione esclusivamente virtuale e proprioa. questo proposito Romoli ricorda che appena le condizioni lo permetteranno le attività potranno svolgersi anche in presenza sfruttando le potenzialità e i servizi del Microsoft Technology Center, attivo presso la Microsoft House a Milano, vale a dire uno spazio appositamente pensato e realizzato per permettere alle imprese di “toccare con mano” le possibilità offerte dall’innovazione digitale e aperto alla collaborazione tra startup e operatori del settore.

E proprio nel segno di questa collaborazione un altro importante obiettivo dell’AI Hub è rappresentato dal modello operativo e collaboratovi ispirato ai principi dell’Open innovation con la possibilità per le aziende di sperimentare e valutare nuovi use case e attivare progetti pilota potendo contare sulle competenze e sulle esperienze di Microsoft e dei partner che hanno aderito al progetto. Ma il ruolo di Microsoft è anche quello di unire le proprie competenze con la disponibilità dei servizi del proprio Cloud e disegnare, esplorare e attuare soluzioni applicative di Data & AI a supporto delle aziende nella ricerca delle opportunità a più alto potenziale con un servizio di Data & AI Maturity Check-Up.

 

 

 

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