Data center e sostenibilità: il progetto dell’Università di Bordeaux

Un nuovo data center e la riorganizzazione di una dozzina di sale IT distribuite su 14 siti diversi per la conservazione dei dati universitari, il monitoraggio continuo e il dimezzamento dell’impronta ecologica delle attività di archiviazione e ricerca dati. Tra i partner Schneider Electric, Dell EMC, e attori legati al mondo dell'istruzione superiore e della ricerca [...]
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L’installazione di un nuovo Data Center ad alta efficienza energetica e il consolidamento di una decina di infrastrutture IT distribuite su 14 siti. E’ questo il progetto di trasformazione digitale avviato dall’Università di Bordeaux che ha visto la collaborazione di Schneider Electric, Dell EMC, e attori legati al mondo dell’istruzione superiore e della ricerca, come Matinfo 4. Gli obiettivi: la conservazione dei dati universitari, il monitoraggio continuo e il dimezzamento dell’impronta ecologica delle attività di archiviazione e ricerca dati. Finanziato in parte dal contratto di pianificazione statale-regionale per l’ex regione dell’Aquitania e dall’Università di Bordeaux, il nuovo data center è operativo dall’inizio del 2019.

Una sala hosting volta alla sostenibilità

Sostituire un data center di vecchia concezione e ad alta intensità energetica e riorganizzare una dozzina di sale IT distribuite su 14 siti diversi nella Nuova Aquitania. Questa la necessità da cui è partita l’Università di Bordeaux. Il progetto SHM1 ha previsto l’allestimento di una nuova sala hosting progettata con l’obiettivo di ottimizzare lo spazio a pavimento e il sistema di condizionamento. Il risultato: un sito realizzato secondo un approccio di sviluppo sostenibile che ha portato a dimezzare il consumo di energia per la parte del condizionamento d’aria.
Il progetto si basa infatti sulla convinzione che un data center ben concepito, e quindi costruito secondo le migliori pratiche (free-cooling, monitoraggio intelligente, architettura distribuita, ecc.), contribuisce a ridurre l’impronta di carbonio dell’economia digitale.

EcoStruxure IT e EcoStruxure Asset Advisor per ridurre il consumo di energia

Il ruolo di Schneider Electric è stato quello di supportare la strategia di gestione dei dati dell’ateneo che voleva mantenerli internamente, garantendo un approccio industriale standardizzato e strutturato indipendentemente dall’infrastruttura scelta.

Alla parte infrastrutturale del progetto sono stati aggiunti: EcoStruxure IT, la soluzione intelligente Datacenter Management as a Service (DMaaS), costruita per gli ambienti ibridi IT e data center che mette a disposizione dati proattivi sugli asset critici che incidono sulla salute e la disponibilità degli ambienti IT e fornisce consigli operativi in tempo reale per ottimizzare le prestazioni dell’infrastruttura e ridurre i rischi, ed EcoStruxure Asset Advisor che offre un approccio preventivo alla distribuzione elettrica e alle risorse critiche dei data center, unendo le tecnologie basate sul cloud e sull’IoT ai servizi e alle competenze di Schneider Electric per garantire la continuità operativa.

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Strumenti essenziali per l’Università di Bordeaux che oggi ha l’ambizione di diventare anche un fornitore di servizi. I vantaggi si ripercuotono sul team responsabile del data center e dei servizi, che ora lavora in modo più semplice, agile e autonomo; non è più soggetto a richieste di aggiornamento dei sistemi improvvise poiché ora è possibile prevederle e controllarle anche da remoto; ed è in grado di misurare e valutare il consumo di energia e l’impatto delle soluzioni implementate.

 

 

Immagine fornita da Shutterstock.

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